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Partono in ottobre i primi satelliti di Galileo, il GPS europeo

2 Giugno 2011

Il 20 ottobre prossimo saranno lanciati i primi due satelliti operativi del sistema globale di navigazione satellitare dell’Unione Europea, che farà concorrenza al GPS americano. Sarà il primo di una serie di lanci previsti nel centro di lancio europeo a Kourou, nella Guiana Francese. La messa in orbita dei satelliti Galileo a un’altitudine di 23.600 km consentirà di fornire alcuni servizi iniziali di navigazione satellitare nel 2014. La costellazione sarà completata entro il 2019.

“Per Galileo, costruito dagli europei per gli europei, questo lancio è d’importanza storica. L’Europa sta dimostrando che ha la capacità per essere all’avanguardia dell’innovazione tecnologica. Migliaia di piccole e medie imprese europee potranno individuare opportunità di business, creando e sviluppando prodotti basati sulle future infrastrutture di Galileo. I soldi per Galileo sono un buon investimento per la competitività e l’indipendenza europea e conto sulla collaborazione degli Stati Membri per trovare una soluzione per il finanziamento del completamento del progetto”, ha dichiarato Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione e responsabile per l’industria e l’imprenditoria.

Il programma Galileo è un moderno sistema di navigazione satellitare globale, creato su un’iniziativa europea, che fornisce un servizio di posizionamento globale garantito e altamente accurato, sotto il controllo civile. La decisione di fissare la data del primo lancio segue una valutazione dell’Agenzia Spaziale Europea che ha confermato il rispetto decalendario previsto per i lavori. Galileo sosterrà numerose aree dell’economia Europea cge dipendono fortemente dalla tecnologia, come i servizi di reti elettriche, le società di gestione di flotte, le transazioni finanziarie, l’industria navale, le operazioni di soccorso, e le missioni di pace. Galileo garantisce, inoltre, all’Europa un’indipendenza strategica in una tecnologia sempre più essenziale per settori chiave quali la distribuzione di energia o le telecomunicazioni. L’incremento dell’economia previsto è pari a 60 miliardi € in un periodo di 20 anni, sia in termini di ricavi aggiuntivi per l’industria che di utilità pubblica e sociale, senza contare il valore inestimabile della nostra indipendenza.

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