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Villa Reale, la verità del Comitato: «Verso la speculazione. Fare ricorso? Forse sì»

9 Maggio 2011

02-protesta_villa_realeIl Comitato ‘La Villa Reale è anche mia’, dopo avere ottenuto l’autorizzazione agli atti del piano di recupero di Villa Reale, continua a manifestare il proprio dissenso circa l’operazione di privatizzazione che interessa la reggia monzese, e annuncia che l’ipotesi del ricorso è attentamente valutata.

A preoccupare, in particolare, è la «pesante parte commerciale prevista, – come specifica Bianca Montrasio, portavoce del Comitato – che genera una sproporzione evidente rispetto alla generalità delle informazioni che vengono date dagli enti coinvolti nella partita».

Viene citato il comma 3 dell’articolo 1 del ‘Disciplinare per la gestione’, che recita: ‘L’obiettivo è quello di creare un luogo dove sia possibile fornire servizi di elevata qualità in un contesto esclusivo con le funzioni nobili già ospitate nel Parco della Villa e negli adiacenti Giardini (circuito automobilistico, golf club e centro di equitazione)’.

«Impensabile ridurre la complessità del Parco e della Villa Reale prendendo come esempi delle strutture che la Sovrintendenza ha più volte bollato come incompatibili. – dice Montrasio – L’ente pubblico si sta privando di un bene che dovrebbe invece difendere e gestire».

Altro attacco, direttamente al sindaco di Monza, Marco Mariani, che più volte ha preso come esempio il castello di Schönbrunn, come fruttuosa collaborazione tra privato e pubblico di un bene comune, è quello sferrato da Roberto D’Achille, membro del Comitato: «Il paragone non regge, in Austria c’è un controllo capillare e la società privata che gestisce il castello è a capitale pubblico, c’è una commissione tecnica di esperti (20 membri), composta, tra gli altri, da economisti, storici dell’arte e sovrintendenti, che vaglia ogni iniziativa; da noi, invece, il Comitato di vigilanza pondera, oltre al presidente dello stesso, che come specificato dagli atti sarà il legale del Concedente, altri 4 membri: 2 rappresentanti del Concedente e altrettanti del Concessionario. Ma chi saranno queste persone?».

«La verità – concludono in coro quelli del Comitato – è che questa impostazione va nella direzione speculativa, sacrificando il monumento storico a vantaggio di interessi meramente commerciali. Alcuni esperti legali, nel rispetto delle normative che impongono a realtà coma la nostra il diritto di ricorso dopo l’avvenuta convenzione, sta valutando l’ipotesi di presentare formale ricorso agli organi competenti».

In foto: immagine di repertorio, una protesta del Comitato ‘La Villa Reale è anche mia’.

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