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Pdl e Lega non ci stanno: «Le nostre? Scelte responsabili per il bene di Arcore»

6 Maggio 2011

consiglio-bilancio1Chiarezza, è questo che chiedono i membri della coalizione Lega Nord e Pdl. L’uscita dalla sala consigliare di Arcore di mercoledì scorso ha lasciato strascichi, ed il centrodestra giustifica la sua presa di posizione: si è tutto svolto nei termini di legge e con assoluta trasparenza.  «Coerenza, rispetto delle istituzioni, dell’attivita’ amministrativa a tutela dei cittadini», questo il messaggio letto mercoledì in aula e diffuso dal coordinatore Serenella Corbetta.

In primis un chiarimento sull’operatività del consiglio comunale: «Il parere dell’avv. Mariotti parla chiaro: nei 45 giorni precedenti le elezioni politiche si può intervenire solo per atti urgenti, e nella sessione scorsa l’unica urgenza era il bilancio consuntivo» recita il messaggio.  Da qui l’uscita di tutti i consiglieri, escluso Luca Dalloca, dopo l’approvazione del consuntivo, «nel totale rispetto della legislazione vigente». Il comunicato precisa inoltre alcuni punti molto discussi, in primis la revoca di Ambrosini dal ruolo di presidente del consiglio comunale: «La richiesta è stata protocollata all’inizio di aprile a seguito di un intervento del prefetto che ha segnalato alcune incongruenze – si legge nel comunicato – e quindi non accettiamo che venga considerato come pure atto politico di campagna elettorale». Si ritorna poi sul tema principale, il ritorno a casa anticipato dei consiglieri ed il bilancio previsionale 2011-13: «Il bilancio di previsione e’ stato approvato dalla giunta, presentato in consiglio comunale e posto all’odg della seduta consigliare del 30 marzo, insieme alla proposta di approvazione del pii area ex Falck». In quella seduta, approfittando dell’assenza di due consiglieri di maggioranza, i membri dell’opposizione erano usciti dalla sala facendo mancare il numero legale: una mossa che secondo il centrodestra «avviene nel rispetto della democrazia, ma con chiari obiettivi elettorali». Anche Ambrosini si era allontanato dall’aula, «nonostante avesse partecipato all’apposita commissione di maggioranza fin dal 2008». Su questo i diretti interessati rivendicano la scelta, e spiegano di «aver sfruttato una occasione favorevole nel rispetto della legge».

Tutto è avvenuto regolarmente, così come la mancata approvazione del previsionale:  «La legge per il bilancio di previsione sanciva il 30 marzo come data ultima utile all’approvazione, quindi tutto doveva per forza essere rimandato al post-elezioni». La promessa è chiara:  «Se gli arcoresi ci voteranno provvederemo in pochi giorni dall’insediamento a portare a compimento tutti i nostri impegni». Per ammissione dello stesso assessore Bertani il bilancio richiederebbe qualche correttivo, perché le differenze tra quanto scritto nel piano e quanto avvenuto sono concrete, in primis per gli oneri di urbanizzazione di Doneda. Per rendere effettivi i 150mila euro di rimborso metti nel consuntivo da Saini, atto definito «responsabile e dovuto» da consiglieri di minoranza, è infatti necessaria l’approvazione del previsionale. Per l’area Falck il discorso è del tutto differente: qui dipenderà da come i cittadini voteranno alle elezioni del 15 e 16 maggio. 

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