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Lettera al giornale: il vento è già bufera di cambiamento

31 Maggio 2011

Roberto_RampiCaro Direttore,
più che il vento è una bufera che ha spazzato via parecchie convinzioni e luoghi comuni e ha segnato un punto di non ritorno dalle urne del maggio italiano del 2011 sono a mio parere emersi alcuni segnali inequivocabili: la definitiva rottura del rapporto tra Capo e Popolo come B. l’ha sempre interpretato dal suo primo messaggio di discesa in campo nel ’94. Di questo son stati segni inequivocabili il disastro sulle preferenze, l’incapacità di intervenire su situazioni disastrose e di introdurre o cogliere candidature fresche e innovative, e il caso Napoli su tutti. c’è poi una fortissima spinta antisistema, che dal movimento 5 stelle a tutto ciò che è percepito come outsider soffia fortissimo.

La Lega inizia a non riuscire più nell’impresa di governare ed essere letta come forza antisistema, ed è una gran cosa. questa spinta viene soprattutto da un gran numero di ragazzi e ragazze come da parecchio non se ne vedevano che sono stati protagonisti veri di questa stagione e si sono mossi per strade reali e virtuali, con forme di ironia, di vero e proprio tam tam (quello dei tamburi nella foresta, la nuova jungla dei lavori, della rete, del disordine creativo), mettendo a frutto quell’indeterminatezza e quella precarietà che è il grande problema di una generazione ma anche una straordinaria forza creativa, l’arte di saper fare mille mestieri, una rete di contatti e conoscenze di chi non ha mai conosciuto un posto fisso e che conosce mille luoghi.
Una rinata passione civile insieme ad un immenso disgusto per la politica come la si è vista in scena fin qui. E questa sarà la grande sfida vera dei prossimi mesi. B. sembra deciso a non mollare il potere. E a seguire la strada intrapresa da almeno un annetto: se la via del Popolo è preclusa c’è quella dei Palazzi, degli acquisti e delle svendite. una via neanche tanto stretta, molto poco dignitosa ma che può garantirgli potere e salvacondotti anche senza quella “relazione pericolosa” con il popolo che l’ha sempre contraddistinto. sull’altro fonte starà a noi dimostrare di aver capito a fondo quello che sta succedendo. e saper produrre segni tangibili di novità, di cambiamento.
Messaggi forti nelle forme e nella sostanza. capacità di lettura dei linguaggi. nel ’94 no fu così. E il sistema politico venne travolto producendo tossine che paghiamo ancora ora. queste le prime sensazioni a caldo che da diversi giorni mi frullano nella mente.

Lettera di Roberto Rampi, dirigente del Pd e vice sindaco di Vimercate

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