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Lesmo, nuovo tavolo per la questione Yamaha: il 6 maggio tutti in Provincia

4 Maggio 2011

yahama-gernoSperiamo che sia la volta buona. È questo il commento dei 66 cassintegrati della Yamaha di Lesmo alla notizia della convocazione di un nuovo tavolo di trattative in Provincia, dopo quello del 22 aprile saltato per l’assenza del sindaco Marco Desiderati e dell’azienda nipponica. La nuova occasione di confronto tra sindacati ed impresa è prevista per domani, 6 maggio, nella sede provinciale di via Tommaso Grossi, nella speranza che questa volta non ci siano defezioni.

Sono ormai centoquaranta i giorni di presidio permanente di fronte alla sede di via Tinelli, e la sensazione inizia a diventare pesante: il segnale più evidente sono gli atti intimidatori delle settimane scorse, ma il sindaco di Lesmo assicura che i cittadini iniziano ad essere stanchi. «Ho ricevuto diverse lamentele, soprattutto per il fatto che i cassintegrati occupano l’intero parcheggio – ha spiegato il primo cittadino – ma ribadisco che io non ho mai fatto segnalazioni ai carabinieri per farli sloggiare». Il sindaco ha precisato poi la motivazione della sua assenza, spiegando che «la data della riunione non era stata concordata». Il tavolo istituzionale del 6 maggio è una data cruciale per cercare di riaprire un dialogo tra le parti, e il segretario generale della Fim Cisl di Monza e Brianza Gigi Redaelli ne è consapevole: «Credimo nella possibilità di smuovere qualcosa – ha commentato Redaelli – ma bisogna vedere l’atteggiamento dell’azienda». Dal segretario arriva anche un monito, rivolto forse sia ai nipponici che ai cassintegrati: «Bisogna evitare che le posizioni si cristallizzino e prevalgano questioni di principio dannose al procedere delle trattative». Il riferimento alle più che immutabili richieste degli ex lavoratori sembra lampante, ma dal presidio non sembrano disponibili a cambiare idea: «Ogni altra proposta resterà inascoltata – hanno tuonato dal presidio – se prima non accoglieranno la nostra richiesta di risarcimento».

Alla fine si ritorna sempre sullo stesso nodo: la questione del risarcimento. Ai lavoratori non va proprio giù lo «spropositato» accantonamento nel bilancio consuntivo 2009, e chiedono un risarcimento economico adeguato agli oltre sette milioni messi da parte da Yamaha per gestire la chiusura della produzione a Lesmo. Il segretario della Cisl ha poi chiamato in causa le istituzioni, in primis Desiderati, che non si è tirato indietro: «Ho promesso ai ragazzi del presidio tutto il mio impegno, e non mi tirerò indietro».  Il tempo delle promesse è ormai finito, quello che conta da oggi in poi sono solo i fatti: il tavolo è convocato, ora non resta che aspettare il domani e vedere se i buoni propositi si trasformeranno in realtà.

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