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Il Parlamento europeo approva il regolamento sull’etichettatura del tessile

19 Maggio 2011

La richiesta del Parlamento europeo di etichettare i prodotti tessili importati da Paesi extraeuropei è stata respinta dai Paesi dell’UE al Consiglio. I governi nazionali hanno però accettato di chiedere alla Commissione di presentare uno studio, entro il 30 settembre 2013, sulla possibilità di un sistema di etichettatura d’origine, per dare ai consumatori “informazioni accurate sul paese di origine e informazioni supplementari per assicurare la completa tracciabilità del prodotto tessile”.

Lo studio della Commissione dovrebbe anche valutare la possibilità di stilare dei requisiti di etichettatura validi per tutti (al momento facoltativi), di stabilire un sistema uniforme di etichettatura della taglia per gli indumenti, valido su scala europea, e introdurre un’indicazione per le sostanze allergeniche.

Sono molte le novità sull’etichettatura dei prodotti tessili introdotte oggi: il Parlamento ha infatti approvato definitivamente l’accordo che era stato raggiunto con il Consiglio prima di Pasqua, sulle modifiche del regolamento in vigore. I consumatori non rischieranno più di acquistare inavvertitamente abiti contenenti pelliccia o pelle grazie alle nuove norme in materia di etichettatura tessile approvate oggi dal Parlamento europeo. La nuova legislazione assicurerà una più rapida introduzione di fibre nuove e prodotti innovativi sul mercato.

«Parti non-tessili di origine animale»: sarà questa la denominazione adottata per indicare l’uso di pellicce e pellame nei prodotti tessili e a beneficiarne sarà soprattutto chi soffre di allergie. Qualunque utilizzo di materiali derivati da parti animali dovrà essere chiaramente indicato sulle etichette dei prodotti tessili. La pelliccia è spesso usata come guarnizione in indumenti relativamente poco costosi e spesso è difficile per i consumatori distinguere tra una pelliccia vera e di buona qualità e una pelliccia falsa.

Il Parlamento ha inoltre evidenziato la necessità di valutare per il futuro l’utilizzo di nuove tecnologie per garantire la tracciabilità dei tessuti, come i micro-chips o le frequenze radio, al posto delle tradizionali etichette.

Dopo l’approvazione del Parlamento, le nuove regole sull’etichettatura dovranno essere formalmente sottoscritte dagli Stati dell’UE. Il regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale europea. Per i nuovi requisiti di etichettatura, così come per le norme sull’etichettatura delle parti in pelle, ci sarà da aspettare un periodo di transizione di due anni e mezzo, per dare alle aziende il tempo di adeguarsi.

“Ho deciso di prendere ogni iniziativa necessaria, di studio e legislativa, per arrivare il prima possibile all’approvazione del “made in”, ha affermato il Vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani a seguito del voto di oggi al Parlamento europeo. “L’accordo sul tessile, continua Tajani, è la base per rilanciare un’azione forte a sostegno tanto della competitività delle imprese tessili che della salute dei cittadini. La semplificazione della legislazione renderà inoltre molto più facile al vita degli operatori economici del settore. Peraltro ho già dato mandato ai miei servizi di avviare da oggi lo studio sulla tracciabilità e sul marchio d’origine. L’obiettivo è di mettere sul tavolo quanto prima una proposta che riaffermi l’importanza della piena informazione del consumatore sull’origine del prodotto, chiarisca una volta per tutte la questione del Made in, tuteli pienamente la salute dei cittadini evitando l’utilizzo di sostanze pericolose e prevenga finalmente il grave fenomeno la contraffazione”.

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