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Desio, fra sbadigli e sedie vuote solo la metà dei candidati c’è al confronto

1 Maggio 2011

Chi non si presenta, avvisando solo un’ora prima (chissà quali urgenze elettorali!). Chi non si presenta, in silenzio. Chi arriva con un’ora di ritardo. E chi, invece, è puntuale all’appuntamento, che poi è un appuntamento con i cittadini, gli elettori, mica con chissà chi: quattro su dieci, magrissima media.

Succede a Desio, durante l’ultimo “vis a vis” promosso presso la parrocchia di San Giovanni Battista, giovedì. Un centinaio o poco più di persone in platea, poca voglia per tutti, ormai, in una certa inflazione di questi appuntamenti, spesso troppo noiosi o polemici per poter dare dritte utili agli spettatori-attori del voto.

E poi, diciamolo, queste serate spostano una sola crocetta? Ben poche, dai, lo sappiamo: quasi tutti arrivano per sentire il proprio “uomo” (già, a Desio, su 10 aspiranti sindaci manco una donna, alla faccia delle quote rosa!) quanto è bravo, o cercare di sostenerlo con clack clack se sa di non aver un “cavallo” così forte e svelto…magari nemmeno con l’italiano.

Così, più o meno, anche l’altra sera, protagonisti Tiziano Garbo per Pdl, Udc e Desio per Tutti; Roberto Corti per il centrosinistra; Paolo di Carlo per Desio 5 Stelle e Ambrogio Sala per i Popolari, più Claudio Fiore di Lega Padana, arrivato in corso d’opera.

Si è parlato già di ballottagio – qui invero quasi certo – e di possibili alleanza, anche se i più sono rimasti abbottonati (unico che tutti rigettano con un “vade retro”, per quanto successo negli ultimi infiniti…mesi, il simbolo pidiellino). Poi si è passato alla cura dei quartieri, anche perchè in platea c’era il loro battaglierissimo capopopolo Camillo Redaelli. E allora vai con le promesse sulla pulizia e il decoro con la spazzatrice e il tour fisso fra i rioni (Corti dixit), l’ideazione del consigliere delegato alle periferie (Garbo docet) e la sottolineatura che, “con tutti gli abusi ambientali ed edilizi degli ultimi 15 anni sono diventati le miniere d’oro dei soliti noti” (Fiore). E poi le discussioni sul Pgt, sul cemento, sulle aree verdi e via dicendo.

Alle 22.23, il primo signore, di mezz’età, si addormenta. Nonostante i battibecchi Corti – Garbo, i più accreditati per arrivare al gran ballo del ballottaggio. Ma poi ci si risveglia tutti, di colpo, sulla questione del progetto di raddoppio del forno inceneritore, con un Di Carlo scatenato in quella che è la sua battaglia “per l’alternativa”, ormai da anni. L’alternativa a questi eventi, invece, ormai è solo quella – crediamo – di trovare una formula diversa, più innovativa. Me l’ha detto poi quel signore di mezza età in terz’ultima fila…

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