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Come ridurre l’uso di borse di plastica? La Commissione europea raccoglie idee on-line

31 Maggio 2011

sacchetto-di-plastica-MBOgni anno in media un cittadino dell’Unione europea consuma circa 500 borse di plastica per la spesa, usandole quasi sempre una volta sola. Nel 2008 sono state prodotte 3,4 milioni di tonnellate di buste di plastica pari al peso di più di due milioni di automobili: Nel mare un sacchetto impiega centinaia di anni per decomporsi: solo nel Mediterraneo oggi galleggiano circa 250 miliardi di particelle di plastica con un peso complessivo di 500 tonnellate. Tali particelle di plastica possono soffocare animali marini, contaminare il suolo e l’acqua perché contengono additivi per renderle più “longeve” e resistenti.

Insomma, è un bel problema. Allora la Commissione europea ha avviato una consultazione online per trovare la migliore soluzione per ridurre l’uso di borse di plastica. Le alternative sono: far pagare le borse e sottoporle a un’imposta oppure vietarne l’uso in tutta l’Unione Europea. La consultazione è aperta fino ad agosto sul sito: http://ec.europa.eu/yourvoice/consultations/index_it.htm.

Il commissario europeo responsabile per l’ambiente, Janez Poto?nik, ha dichiarato: “Cinquant’anni fa, le borse di plastica monouso quasi non esistevano, mentre oggi ce ne serviamo per pochi minuti e poi lasciamo che inquinino il nostro ambiente per decenni. Ma gli atteggiamenti sociali stanno mutando ed esiste un diffuso desiderio di cambiamento. Per questo stiamo esaminando tutte le possibilità, fra cui quella di vietare le borse di plastica per la spesa in tutta Europa. Abbiamo bisogno dei pareri del maggior numero possibile di persone per arricchire le nostre analisi scientifiche e contribuire a definire la nostra strategia su una questione che sta soffocando il nostro ambiente”.

Alcuni Stati dell’UE hanno già adottato provvedimenti per ridurre l’uso delle borse di plastica: farle pagare, concludendo accordi con i dettaglianti e vietando certi tipi di borse. Tuttavia, non esiste nessuna misura specifica a livello dell’Unione europea. Lo scorso marzo, i ministri dell’ambiente hanno discusso l’impatto ambientale delle borse di plastica per la spesa e sono emerse non poche preoccupazioni, rendendo così evidente la necessità di un intervento a livello comunitario. Tra l’altro, si auspica una maggiore visibilità degli imballaggi biodegradabili e una maggior severità dei requisiti di biodegradabilità sugli stessi.

La consultazione punta anche sull’adeguatezza degli attuali requisiti di compostabilità e biodegradabilità previsti dalla direttiva sugli imballaggi, che non opera una distinzione chiara fra i prodotti biodegradabili, che si decompongono naturalmente nell’ambiente, e i prodotti compostabili, che si decompongono solamente in impianti industriali di compostaggio. Il fatto di pubblicizzare un imballaggio come biodegradabile, quando in realtà non si decompone in condizioni naturali, può essere fuorviante e contribuire alla proliferazione dei rifiuti. La consultazione su Internet raccoglie anche pareri sui possibili impatti ambientali, sociali ed economici delle misure volte a migliorare i requisiti di biodegradabilità degli imballaggi.

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