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Cane trascinato a Lissone, dopo l’episodio un’interrogazione in Senato

24 Maggio 2011

monti-cesarino2-mbHa fatto molto discutere l’episodio del cane trascinato dall’auto del padrone a Lissone. L’infelice vicenda, infatti, non solo ha scatenato la disapprovazione degli animalisti e della gente comune, ma ha anche dato il là per far arrivare la questione della piaga del randagismo e dei canili lager sui tavoli del Senato.

A farsi portavoce di questo delicato argomento è stato il senatore Cesarino Monti, vicepresidente della Commissione Ambiente, che lo scorso 17 maggio ha depositato al Senato un’interrogazione a risposta scritta.

 

Lo ha reso noto, attraverso un comunicato stampa, stato il comitato Ufficio Garante Diritti Animali (Ugda). «Ugda ha bussato a diverse “porte politiche” senza avere riscontri fino a quando si è reso disponibile il senatore Monti – hanno spiegato i rappresentanti del Comitato – Nella Commissione Ambiente avverrà la prima discussione del DdL S2073 di cui Ugda è promotore e sostenitore. Il senatore ci ha promesso un intervento e, in brevissimo tempo, ha mantenuto al sua parola facendosi portavoce di tutti gli animalisti, che da tempo chiedono severe misure nei confronti dei responsabili di troppi orrori».

Un documento rivolto al Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, in cui il senatore leghista chiede che vengano resi noti i «dati reali del fenomeno del randagismo nel Paese divisi regione per regione, individuando le zone territoriali dove vi siano maggiori criticità» e «quali provvedimenti intenda adottare per garantire che i finanziamenti finalizzati al contrasto del randagismo non siano preda di speculazione da parte delle organizzazioni criminali».

Secondo quanto sottolineato nell’interrogazione sarebbero quasi 1 milione i cani randagi in Italia (di questi poco meno di 150mila ospitati in canili attrezzati), a cui si aggiungono ogni anno circa 15mila abbandoni estivi.

«Pur essendo passati vent’anni dall’entrata in vigore della legge n. 281 del 1991 a prevenzione e tutela del randagismo, la situazione degli animali vaganti, cani ma anche gatti, in Italia non può dirsi certo risolta, anzi il fenomeno in alcune regioni ha avuto una crescita esponenziale divenendo una vera e propria piaga sociale», ha fatto presente il senatore Monti nella sua interrogazione. «Quando tale situazione sfugge al controllo provocando problemi di enorme impatto sociale come la sicurezza sulle strade, il diffondersi di malattie, il pericolo di aggressioni di branchi incattiviti dalla fame, dall’incuria e troppo spesso anche dalle violenze umane, si assiste a un rimbalzo di responsabilità delle autorità preposte all’applicazione della legge, che spesso individuano nella soppressione dei cani, (vietata dalla normativa vigente) una soluzione al problema», si legge nel documento presentato pochi giorni fa al Senato.

Monti ha inoltre evidenziato che «il fenomeno del randagismo sembra sempre più essere divenuto un business per le organizzazioni criminali che speculano sugli appalti e la gestione dei canili pubblici o convenzionati».

Ora non resta che attendere la risposta del ministro.

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