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Arcore, candidati a confronto: oasi verde o colata di cemento?

11 Maggio 2011

arcore-comune-_mbAmbiente, territorio, sviluppo urbanistico. È stato questo il filo conduttore che ci ha condotto sino alle porte delle elezioni arcoresi del 15 e 16 maggio e sul quale in molti hanno fondato la campagna elettorale: difendere il verde o favorire gli insediamenti, sfruttare il territorio o valorizzarlo? A queste domande provano a rispondere i quattro candidati sindaci di Arcore ed i loro programmi, nella speranza che le promesse elettorali vengano poi mantenute.

Sono tanti i temi caldi sul suolo arcorese: centro sportivo, area ex Falck, cinema Apollo, outlet, grattacielo a Cascina del Bruno, sino al recentissimo affaire Doneda. Mai come adesso è quindi il momento di prese di posizione forti, e, a giudicare dagli annunci, la fermezza certamente non manca. Iniziamo dall’impianto di betonaggio, il caso più vicino e caldo: su questo punto tutti i candidati, da Ambrosini a Rositani, optano per fermare il progetto. Il candidato di PopArc avanza l’idea di costruire un parco per mitigare l’impatto che Pedemontana provocherà, mentre Rosalba Colombo parla di «una cinta verde per tutelare l’identità di Arcore e i suoi spazi verdi». Contrari al progetto anche Rositani e Perego, che sottolinea l’innocuità dell’impianto sulla salute e deve difendersi dalle accuse della Colombo «di mantenersi sempre sul vago». Tutti concordi anche sull’Outlet al confine con Villasanta: danneggerebbe il commercio locale e aumenterebbe il traffico, storica piaga di Arcore. Si rimane sul vago invece per quanto riguarda l’area feste, che secondo i disegni di Bertani andrebbe ad ospitare un nuovo centro sportivo con annesso decentramento della piscina e del tennis club. «Bisogna valutare tutti i dettagli e consultare le associazioni sportive» hanno spiegato Ambrosini e la Colombo, mentre per il candidato del Carroccio il decentramento «porterebbe nuove aree verdi nel centro cittadino». Comunità di intenti anche sull’ex-Apollo, dove secondo un primo abbozzo si andrebbe a costituire un area ad uso misto, pubblico e privato: due piani di box, negozi, biblioteca, sala consigliare ed una nuova piazza. Il progetto è senza dubbio buono, ma tutte le parti politiche si riserbano margini di azione.

Tre no è un ni invece per il grattacielo che dovrebbe sorgere, nei sogni del costruttore, a Cascina del Bruno: centrodestra, centrosinistra e Pop Arc sono contrari, Rositani e la sua lista civica si astengono in attesa di conoscere meglio l’entità del progetto. È scontro aperto sull’area Falck: Perego parla di «occasione irrinunciabile», la Colombo risponde sdegnata che «va rifatto tutto da capo», Rositani «approva con riserve», mentre Ambrosini lancia l’idea di «un concorso per studenti universitari», un modo per «arrivare ad un’idea valida e vincente». Come logico che sia, la concordanza si rompe sulla questione più scomoda: quando si parla di restyling dell’ex-Falck si parla di 115mila metri cubi, si parla del futuro volto di Arcore. La linea di sviluppo, chi più chi meno, va nella direzione di una crescita moderata, resta però un problema di fondo: senza oneri di urbanizzazione da dove arriveranno i soldi nelle casse comunali?

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