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A Monza il terrorismo nel ricordo e nelle spiegazioni

10 Maggio 2011

La rivelazione di certe verità sulle stragi più devastanti e delle bombe che hanno ucciso i cittadini innocenti delle stragi di Ustica e della stazione di Bologna.

Altrettanto sconcertante l’affermazione che alcuni fatti debbano restare “sotto il tavolo” lasciando ombre e misteri o verità ufficiali poco accettabili – almeno a livello di intelligenza del cittadino medio – perché delicati equilibri politici nazionali e internazionali non possono essere compromessi.

In occasione della celebrazione del giorno della memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi la Sala Maddalena di Monza lo scorso sabato 7 maggio ha ospitato due persone che hanno seguito gli eventi più tristi e drammatici della storia italiana degli ultimi decenni.

Il giudice Rosario Priore, magistrato titolare di casi importanti, da Ustica al rapimento di Aldo Moro, dagli attentati palestinesi al quello a Giovanni Paolo II, ha parlato, spiegato, commentato i fatti con la moderazione/conduzione di Giampiero Marrazzo, giornalista che sul campo ha indagato casi di cronaca nera e giudiziaria, arrivando a conclusioni corroborate e testimoniate da interviste ai massimi rappresentanti delle istituzioni, ministri e presidenti delle repubblica di quei tempi.

“È importante svelare certi retroscena che (magra consolazione, specialmente per i parenti della vittime) servono pur sempre a capire certi atteggiamenti delle istituzioni e dell’informazione in merito a certe situazioni apparentemente fuori dalla logica normale della gente comune”.

Anticipati da filmati composti da interviste e riprese d’archivio pazientemente e tenacemente raccolte dal giornalista, gli interventi del giudice Priore hanno riguardato le teorie sulla strage di Ustica, alcuni retroscena internazionali sulla strage alla stazione di Bologna, un cenno all’omicidio del giornalista Mino Pecorelli.

In una Sala Maddalena non completamente piena, ma occupata da persone la cui attenzione è stata rapita dalle parole del dibattito, anche a Monza è stata portata informazione grazie a Giampiero Marrazzo che commenta dicendo “il lavoro svolto ha portato alla riapertura di alcuni casi, o almeno a prendere in considerazione verità non ufficiali e speriamo per il futuro di avere riscontri e novità, sia per tutti i cittadini italiani che per i parenti delle vittime, vittime a loro volta di partite delicate giocate sotto il tavolo”.

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