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Molti preconcetti in Europa sugli OGM

25 Aprile 2011

La Commissione europea ha presentato una valutazione delle implicazioni socioeconomiche della coltivazione di piante geneticamente modificate (GM) nell’Unione europea. Le informazioni raccolte sono fornite principalmente dagli Stati dell’UE, e si fondano sovente su preconcetti sulla coltivazione degli OGM. Nella relazione, la Commissione presenta anche un’analisi degli aspetti socioeconomici della coltivazione degli OGM tratta dalla letteratura scientifica internazionale e dalle conclusioni di progetti di ricerca finanziati nell’ambito del programma quadro di ricerca europeo.

Dato che l’UE rappresenta solo una piccola parte della superficie mondiale destinata alla coltivazione di OGM, l’esperienza europea in questo settore è obiettivamente limitata. Non sorprende dunque che le informazioni statisticamente rilevanti sull’impatto socioeconomico della coltivazione degli OGM siano scarse.

I dati economici relativi alla situazione europea sono stati ricavati da studi condotti nei Paesi dell’UE con esperienza nella coltivazione di OGM resistenti agli erbicidi o ai parassiti. Secondo tali studi, quando la pressione delle piante infestanti (HT) o dei parassiti è elevata (Bt), le colture resistenti agli erbicidi o ai parassiti permettono di ottenere rese maggiori. Nella relazione sono esaminate anche le conseguenze sociali ed economiche della coltivazione degli OGM sugli altri anelli della catena alimentare. Le analisi economiche forniscono un quadro preciso dell’impatto economico sulle aziende agricole a livello mondiale, in particolare per quanto concerne le colture resistenti agli erbicidi o ai parassiti. Tuttavia, anche in questo caso le informazioni disponibili sugli impatti sociali e sulle conseguenze lungo la catena alimentare sono scarse o del tutto assenti.

Infine, la relazione passa in rassegna i risultati dei progetti di ricerca finanziati dall’UE sulle conseguenze socioeconomiche della coltivazione degli OGM (CO-EXTRA, SIGMEA, CONSUMERCHOICE).

Questa relazione è il punto di partenza per gli Stati dell’UE, la Commissione, il Parlamento europeo e tutte le parti interessate per approfondire la riflessione su questo tema sensibile. Secondo la Commissione però, per un dibattito costruttivo è necessario abbandonare la contrapposizione di visioni preconcette rilevate nella relazione e basarsi su considerazioni più obiettive e concrete.

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