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Gli Stati UE devono restituire 530 milioni di euro per la PAC: l’Italia solo due

26 Aprile 2011

Nell’ambito della liquidazione dei conti del periodo tra il 2005 e il 2009, la Commissione europea ha richiesto la restituzione di 530 milioni di euro di fondi dell’Unione indebitamente spesi dagli Stati dell’UE.

L’Italia, per una volta, si posiziona in fondo alla lista: le sono stati infatti richiesti 2 milioni nel settore dell’intervento pubblico. La rettifica proposta riguarda gli esercizi finanziari dal 2005 al 2009 per contabilizzazione inesatta dei conferimenti di zucchero all’intervento nel 2005, l’assenza di controllo dell’aumento del 35% delle spese di ammasso e ritardi nell’esecuzione dei controlli degli inventari.

Sono stati chiamati in causa soprattutto la Bulgaria, la Danimarca, la Grecia, la Spagna, la Francia, i Paesi Bassi, il Portogallo, la Romania e il Regno Unito. Fra questi, al primo posto troviamo la Grecia che dovrà restituire 137 milioni di euro per spese non ammissibili e inadempienze notevoli riscontrate nel sistema d’informazione geografica per gli oliveti (GIS) e a livello dei controlli in loco. A carico della Romania ci sono 75 milioni per carenze nel sistema di identificazione delle particelle agricole (SIPA) e nel sistema di informazione geografica (SIG) riguardo ai controlli amministrativi incrociati, alla fornitura di informazioni imprecise agli agricoltori e alle verifiche in loco inefficaci in merito agli aiuti per superficie (anche per le misure di sviluppo rurale connesse alla superficie). La Spagna dovrà restituire 71 milioni per l’applicazione di tolleranze tecniche non corrette, carenze nei controlli delle rese e applicazione non corretta delle penali previste per la presentazione tardiva delle dichiarazioni di coltura relative all’olio di oliva.

Queste somme torneranno nel bilancio dell’Unione in seguito all’accertamento di violazioni delle norme sulla spesa agricola e di inadempienze nelle procedure di controllo. Se infatti i Paesi dell’UE sono responsabili del pagamento e della verifica delle spese della politica agricola comune (PAC), spetta alla Commissione controllare che essi abbiano fatto un uso corretto dei fondi.

Agli Stati dell’UE compete la gestione della maggior parte dei pagamenti erogati nell’ambito della PAC, principalmente attraverso i loro organismi pagatori. Spetta loro anche l’esecuzione di controlli, come ad esempio la verifica delle domande di pagamenti diretti presentate dagli agricoltori. La Commissione esegue ogni anno oltre 100 verifiche sui controlli eseguiti dai Paesi dell’UE e le misure correttive adottate per rimediare alle carenze riscontrate siano sufficienti. La Commissione ha anche la facoltà di farsi restituire fondi con efficacia retroattiva se emerge che l’azione correttiva messa in atto dei Paesi dell’UE non è stata sufficiente a garantire la correttezza della spesa di denaro dell’Unione.

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