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Collare Elettronico l’esperto dice no. Ci sono altri metodi per educare il cane

20 Aprile 2011

collare-etettrico-caniSu Facebook e sui vari forum cinofili, in questi ultimi giorni è scoppiata una polemica in merito a  una frase pubblicata sul sito web dell’ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italina) riguardante la regolamentazione dell’uso del collare elettrico.

 

“Quanto alla possibilità di usare il collare elettrico, l’ENCI ha richiesto l’istituzione di un tavolo tecnico di confronto, al fine di consentire l’assunzione di decisioni che poggino su reali dati scientifici e ha lanciato l’idea di effettuare appositi corsi per il giusto utilizzo dello strumento” – queste le parole al centro della bufera pubblicate su http://www.enci.it/news/news.php?id=930.

Successivamente l’ENCI ha rettificato quanto sopra con un comunicato di precisazione di questa frase scaricabile nel web su http://www.enci.it/news/news.php?id=934. Educatori cinofili, amatori cinofili ed associazioni sono insorti di fronte a tutto ciò.

Con questo scritto non voglio creare ulteriore polemica, né tantomeno di puntare il dito sulle categorie dirigenziali perché, qualora fosse necessario, è competenza di autorità predisposte al giudizio, ma ci tengo a esprimere il mio parere personale sull’argomento in qualità di membro del consiglio direttivo dell’Apnec Lombardia (Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili) per cercare di informare i proprietari di cani su cos’è il collare elettrico e quali effetti può avere sui nostri cani.

Prima di cominciare

Guardate questo filmato, estratto da una puntata di Striscia la notizia, di denunzia di un istruttore che al proprio campo “educava” un cane con l’ausilio del collare elettrico

{youtubejw}IOAHZSvWNVo{/youtubejw}

Veniamo a noi…

Il filmato parla da solo, credo che quanto emerga sia piuttosto aberrante e contro tutti ogni  principio etico. Ciò che rende questo strumento demoniaco, oltre all’emissione di scariche elettriche, è il fatto che il cane non è assolutamente consapevole di averlo al collo. Ciò comporta, oltre a danni fisici, anche danni di natura psicologica per il malcapitato.

Voglio rimarcare il fatto che già da più di dieci anni per educare qualsiasi cane ci sono metodi chiamati “gentili” e che sono basati sul premio e sulla ricompensa. Con questi metodi, sia il cane che il proprietario, sono contenti di imparare.

La mia raccomandazione in qualità di esperto, che voglio che passi a tutti i possessori di cani, è di diffidare da persone che si dichiarano professionisti proponendo queste tecniche barbare.

Ci sono enti, come APNEC (www.apnec.it),  LIBERTAS (www.libertas-cinofilia.it ), che formano i propri tecnici esclusivamente a nuovi orizzonti basati sulle scienze cognitive e sull’apprendimento attraverso rinforzo positivo e che sono obbligati ad attenersi ad un codice deontologico che vieta qualsiasi coercizione nei confronti del cane.

Vi riporto alcuni suggerimenti per riconoscere se state affrontando un percorso con un professionista serio seguite queste semplici regole:

  1. 1. Verificate che il suo lavoro sia certificato da uno degli enti sopracitati.
  2. 2. Verificate che durante le lezioni non strattoni, non urli con voi e con il vostro cane.
  3. 3. Verificate che vi proponga l’uso della pettorina o di un collare a fettuccia.
  4. 4. Verificate che non vi proponga l’uso del collare a strangolo, del collare con le punte o aggeggi simili.
  5. 5. Verificate che il suo lavoro sia basato sull’erogazione di premi e di lodi al vostro cane.

Spero, con queste poche righe, di avervi chiarito che il cane deve apprendere per il piacere di farlo e non per la paura di emettere un certo comportamento. Per qualsiasi chiarimento vi invito ad inviare una mail alla nostra segreteria: [email protected]

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