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Ciclabili, ciclisti e amministratori

11 Aprile 2011

Questi begli anticipi d’estate stanno dando modo ai brianzoli di rispolverare le biciclette. Una gonfiatina, un po’ d’olio alla catena, casco (per chi vuole) e via.

L’inciviltà dei ciclisti è enorme. Non serve la patente per guidare una bicicletta, ma il rispetto del codice è comunque obbligatorio. Eppure molti ciclisti non si rendono conto del rischio che corrono nel percorrere in contromano sensi unici, nel pedalare appaiati in due, in tre se non in quattro. Nel percorrere velocissimo le zone pedonali. Scampanellano, schivano e a volte li senti imprecare. Ma perché non percorrono mai le piste ciclabili? Mai uno.

Persone-in-bicicletta-MBPerché le nostre ciclabili ben rappresentano il grado di amore per il Paese che i nostri amministratori hanno avuto fino ad oggi. Amministrazioni di destra e di sinistra o di centro non importa. Nel Belpaese dove, per fortuna c’è il clima ideale per andare in bicicletta, non si è mai pensato ad incentivare il muoversi ecosostenibile e quindi a fare una rete ciclopedonale come si deve, cioè utile e sicura.

Le nostre piste ciclabili sono vergognose. Mi piacerebbe pubblicare l’elenco dei sindaci che hanno amministrato le nostre città negli ultimi decenni e di fianco mettere il numero esatto di chilometri di piste ciclopedonali che sono state realizzate ma soprattutto dove, perché non serve fare 3,4 chilometri di strada per le biciclette laddove nessuno deve andare. E poi con quali misure di sicurezza sono state concepite? Non basta tirare una riga per fare andare in bici i bambini senza che un camion li travolga.

Comunque non vale la pena che io perda tempo nel raccontare di ciclabili che terminano con dei muretti, oppure che hanno le erbacce così alte o buchi così profondi che servirebbe un trattore per precorrerle. Voi, cari lettori, sapete meglio di me in che stato sono le strade. Che senso ha parlare di ciclabili quando esistono in ogni nostra città, Arcore, Vimercate, Desio, Monza, solo per fare alcuni nomi, solo dei tratti discontinui di zone riservate ai ciclisti che in genere portano da qui a lì, ma se poi devi andare là?

Così il ciclista, secondo me si sente giustificato dal scegliere anche di imboccare il senso unico contro mano, di salire sui marciapiedi, e se ne inventa di ogni, pur di sopravvivere. Alcuni messo il sedere sulla bici, poi, diventano degli invasati delle due ruote e allora, come domenica, si vedono scene incredibili, di ciclisti che mandano letteralmente a quel paese gli automobilisti dopo aver fatto un’inversione a U sulla doppia striscia continua. Ma come fino a ieri strombazzavi anche tu sulla tua auto e oggi?

Tra poco si va a votare. Il mio invito è quello di andare alle urne ricordandosi di seguire con attenzione quello che faranno quei signori, perché di fregature ne abbiamo già prese molte e le piste ciclopedonali, vi assicuro, che ben rappresentano il grado di civiltà di una città. Naturalemente il comportamente dei ciclisti non è esente da giudizi. Che siate amanti delle due ruote o meno.

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