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Brianza, raccolte 20mila firme contro la privatizzazione dell’acqua

1 Aprile 2011

comitato-acqua-mostraDue sì per l’acqua è un bene comune. È quello che chiede di votare al referendum dei prossimi 12,13 giugno il Comitato Provinciale Monza e Brianza per l’Acqua Pubblica. Durante una presentazione avvenuta a inizio settimana presso la sede della Camera di Monza e Brianza, il Comitato ha inoltre tirato le somme sulle iniziative fatte, 20mila firme raccolte in Brianza, e ha illustrato i programmi futuri per coinvolgere e sensibilizzare il più possibile i cittadini sul tema della privatizzazione dell’acqua.

“I beni comuni come l’acqua sono un diritto universale. Ormai la gente si sta accorgendo di come fosse sbagliata quell’idea di privatizzazione avviata nel 1992 per abbattere il debito pubblico, che allora ammontava a 940 miliardi di euro – dichiara Biagio Catena Cardillo referente provinciale del Comitato –. Ciò ci ha portato solo a smantellare i servizi di pubblica utilità, con gravi conseguenze: meno 300 mila posti di lavoro, aumento delle tariffe ai cittadini del 75% e con il risultato finale di un aumento del debito pubblico a 1.480 miliardi”.

Catena-Biagio-comitato-acqua-pubblicaE da un raffronto con gli altri paesi Europei emerge quanto siamo in controtendenza “Berlino ha già detto no alla privatizzazione, Parigi ha fatto un passo indietro e invece Formigoni cede un altro grande business ai privati, il ciclo idrico integrato è un affare da qualche milione di euro – aggiunge Catena. – Fra l’altro la situazione è aggravata del fatto che la nostra provincia è la prima della regione ad aver votato l’abolizione degli ATO diminuendo così il “potere di decisione” dei sindaci”.

Sulla stessa linea di pensiero Dario Pirovano, segretario Cgil referente al comitato dei beni comuni, che pone l’accento sulla scelta della data in cui si andrà alle urne: “non accorparlo alle amministrative di maggio è un tentativo per bloccare l’adesione e impedire di raggiungere il quorum, per non parlare della spesa economica che bisognerà sostenere si tratta di circa 350 milioni di euro”. Una mossa che il Comitato proprio non approva e che contesterà anche con una mostra itinerante di pannelli pro-acqua pubblica.

E intanto il Comitato trova spazi nella sede della Cgil di via Premuda che gli ha offerto una sede e i propri mezzi, “Supportiamo la battaglia referendaria perché la crediamo valida” – conclude il segretario generale Cgil Maurizio Laini.

In foto a destra: Biagio Catena Cardillo, sotto da sinistra Maurizio Laini e Dario Pirovano

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