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Brianza «Diamo voce al fotovoltaico»: la crisi raccontata dai protagonisti

3 Aprile 2011

pannelli_solari_2_mbSi chiama «Diamo voce al fotovoltaico» ed è l’iniziativa lanciata da Enerpoint, azienda brianzola top player del mercato fotovoltaico, in attesa dell’uscita del nuovo provvedimento sul decreto Rinnovabili.

Una campagna pensata per far emergere, attraverso racconti di vita, i disagi percepiti in tutta Italia dagli operanti nel settore messo in crisi dalla “minaccia” del taglio agli incentivi. Il decreto, approvato il 3 marzo scorso, ha già prodotto i suoi effetti: blocco repentino del mercato fotovoltaico e oltre 100mila posti di lavoro a rischio, tra i quali 10mila già in cassa integrazione. Dietro questi numeri preoccupanti ci sono imprenditori e lavoratori, uomini e donne che vedono la propria vita stravolta da un provvedimento che sta penalizzando uno dei pochi comparti occupazionali in crescita.

«Questa campagna – ha spiegato Paolo Rocco Viscontini, presidente e AD di Enerpoint – è stata pensata per dare una dimostrazione tangibile, attraverso racconti di vita, di quello che sta succedendo in Italia dopo l’approvazione del decreto Rinnovabili, portando all’attenzione dell’opinione pubblica e dei politici la situazione di tante aziende italiane che hanno investito in questo settore e si son viste cambiate le regole da un giorno all’altro».

In poche ore tantissime le adesioni all’iniziativa sul sito www.enerpoint.it. Dalle testimonianze raccolte emergono alcuni temi ricorrenti quali: la perdita di fiducia nelle istituzioni, il rischio di una paralisi totale del settore con impatto negativo sull’occupazione e su investimenti, un pericoloso salto indietro nella produzione di energia da fonti rinnovabili (il fotovoltaico copre una quota importante e crescente del fabbisogno energetico nazionale riducendo la nostra dipendenza dall’estero).

{xtypo_rounded2}Ecco alcune voci tra le più significative

Energy partner, Toscana: «Nella ex Valle dei Jeans, dopo il crollo del mercato tessile, con il fotovoltaico stiamo creando opportunità per i migliori talenti del territorio. Perché uccidere questa speranza per il futuro dei nostri giovani?»

Alma Solare, azienda Lazio: «Ci occupiamo prevalentemente di fotovoltaico, lavorando soprattutto nella provincia di Latina, la quale risente ancora della violenza della centrale nucleare di Borgo Sabotino; siamo la dimostrazione che ci può essere un’alternativa a queste centrali, un presente lavorativo per noi giovani e un futuro senza il pericolo dalle radiazioni per le prossime generazioni».

Mixtrend, Piemonte: «L’azienda è nata dall’intuizione di 4 giovani cinquantenni dotati di esperienze svariate da settori diversi, innamorati delle verdi valli cuneesi, armati di fantasia, coraggio e buona volontà… A causa del decreto Romani lascerà a casa 40 addetti… uniamoci per salvare l’ambiente e i posti di lavoro».{/xtypo_rounded2}

Storie di tante aziende che hanno messo anima e cuore in questo settore per un futuro pulito e rinnovabile. «Un settore – conclude Rocco Viscontini – che deve ripartire subito con un piano pluriennale di sviluppo per il bene dell’Italia e per la salute di tutti noi».

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