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Biassono, tomba della Litta profanata: satanisti si vendicano per la Rista?

11 Aprile 2011

muralesIl “covo” delle Bestie di Satana viene abbattuto, ma non demordono gli affezionati dell’esoterismo. Sabato pomeriggio è stata profanata nuovamente la tomba della Contessa Litta a Biassono, nota “strega” e praticante della magia nera, dove i ladri colpirono per la prima volta il 21 giugno 2007, proprio nella notte delle streghe.

Nomi e cognomi con date, murales di giovani gangs brianzole, ma anche croci, inni a satana e nomi “famosi”, riempivano le pareti della pericolante ex Rista di Brugherio, indicato dai componenti delle Bestie di Satana come uno dei loro luoghi di ritrovo. Secondo la giunta Comunale, era arrivato il momento di cancellare l’enorme spazi degradato, dalla cartina della città, anche perché spesso utilizzato da colonie rom come alloggio di fortuna. Nel fine settimana le ruspe hanno iniziato i lavori, trascinando nel dimenticatoio anche i racconti delle torbide serate a base di droga e iniziazioni, che resero tristemente famosi i componenti delle Bestie. Ma se l’abbattimento della Rista poteva segnare la fine di un capitolo oscuro dedicato alla magia nera, non ha avuto buon esito.

Sabato infatti, è stato scoperto un macabro attentato al sarcofago della contessa Lidia Caprara Morando Attendolo Bolognini, maritata ad un esponente dei Litta Modigliani e già depredata nel 2007, anche se non è ancora comprensibile quale sia stato l’obbiettivo dei predoni in tutte e due le occasioni. La contessa, defunta nel 1945, riposa accanto al marito nella sontuosa cappella Caprara, all’interno del parco Litta, a Biassono. Nel 2007 i ladri si intrufolarono nella proprietà, sfondarono il sarcofago della contessa ed asportarono qualcosa, lasciando accanto alle pietre divelte un cofanetto d’argento di grande valore. Il furto anomalo, perpetrato nella notte che per gli appassionati di esoterismo è conosciuta come l’unica propedeutica alle iniziazioni della magia nera, lasciò perplessi investigatori e parenti della donna. Una sua cugina, l’unica ancora in vita e residente con le nipoti in Germania, dichiarò che Lidia fosse davvero una “strega” e che l’unico monile che poteva essere contenuto nel cofanetto allora rinvenuto, era un ciondolo magico che lei indossava sempre, con delle perle nere. A testimonianza della presunta natura esoterica della contessa, vi è il suo fondo presso la biblioteca del Castello Sforzesco di Milano; oltre 3000 volumi tutti in latino e francese, dedicati al mondo dei morti e un palazzo in centro, dove i custodi nel corso dei decenni, hanno raccontato di strane presenze.

Forse chi agì nel 2007 è tornato a prendere altro, forse il pensiero di poter ritrovare monili di valore, ha portato i ladri ad agire nuovamente. Ad essere aperto, questa volta, è però il secondo sarcofago, dove riposa il conte Gian Giacomo Morando Bolognini, morto del 1919. I resti dei defunti sono stati lasciati al loro posto, per gli eredi non ci sarebbe nulla di così prezioso da poter essere rubato. Cala nuovamente il mistero anche su questo secondo episodio di sciacallaggio, scoperto sabato pomeriggio scorso, ed accaduto presumibilmente in una notte della scorsa settimana.

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