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Bernareggio, da Assoparchi un appello disperato: «Il paese deve avere un parco»

17 Aprile 2011

parco-brianza-mbUn appello disperato. Quello che hanno lanciato il comitato “Un parco per Bernareggio” e “Assoparchi vimercatese” nel corso della Serata Parchi di martedì suona come un ultimatum all’amministrazione Emilio Biella. Bernareggio è l’unico comune della Brianza a non appartenere ad alcun parco, ma la situazione, complice la mancanza di soldi nelle casse comunali, sembra destinata  a rimanere tale ancora per molto tempo.

Il problema nasce da lontano, visto che è ormai qualche anno che si parla di una partecipazione del comune al Plis del Rio Vallone: «Le aree di pregio su cui estendere il parco ci sono, – ha evidenziato Assoparchi dal palco dell’auditorium di Bernareggio – e la precedente amministrazione le aveva anche individuate» Ma quali sarebbero le zone papabili? «Si tratta principalmente di tre aree: la piana di Castel Negrino, che si estende verso Aicurzio, il paleoalveo, che è una vera e propria spina dorsale verde,ed infine i terreni di nord-ovest: l’oasi del castagneto, il roccoletto, e le aree a verde del CTL3». A mancare però sembra essere qualcos’altro: l’assessore Torrnaghi ha infatti dichiarato che l’amministrazione non dispone dei mezzi economici per pagare l’adesione ad un parco, congelando di fatto ogni progetto. L’ultima speranza di salvare Bernareggio «dall’urbanizzazione selvaggia» è affidata al prossimo Pgt, alla stesura del quale le due associazioni sperano di poter essere parte attiva. Ma nel corso della serata si è parlato anche di altro: riflettori puntati sulla questione del  consumo di suolo in Brianza, seconda solo a Napoli come indice di cementificazione, e sui possibili rimedi. «Eventi, iniziative di educazione ambientale, turismo di prossimità e incentivi alla filiera corta sono alcuni degli esempi per cui un parco è indispensabile nella promozione del territorio e nell’economia locale» ha spiegato l’Associazione dei parchi del vimercatese, invitando gli abitanti di Bernareggio a far sentire la propria voce in capitolo.

Da un parco che ancora non esiste, ad uno che invece funziona alla perfezione. Antonio Varisco, presidente del Parco del RioVallone, ha messo in luce i punti di forza della sua “creatura”: un parco nato quasi venti anni fa grazie al coraggio di 5 comuni  che hanno deciso di tutelare circa 600 ettari lungo le rive del Rio Vallone e che oggi si estende su ben 12 comuni in tre province (LC, MB e MI).  «Ogni anno i comuni aderenti aumentano la superficie da destinare al parco, a testimonianza che la nostra è una scommessa vincente, un investimento redditizio». Il presidente ha evidenziato l’attività di educazione ambientale, fondamentale per diffondere la cultura della sostenibilità nelle nuove generazioni. L’ultima battuta della conferenza è però rivolta a Bernareggio, nella speranza che  breve abbandonare il poco nobile soprannome di Cenerentola della Brianza Est.

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