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Arcore. “Bunga Party”, due nuove ragazze come testimoni dai pm

13 Aprile 2011

Arcore-Villa-S.Martino-MBConosciuto Emilio Fede, sarebbero state invitate ad una delle feste a casa del Premier, Silvio Berlusconi, della quale sono andate a riferire ai pm milanesi responsabili dell’inchiesta “Ruby”, svelando ulteriori dettagli dell’ormai mitico “Bunga Bunga”, apparente trampolino di lancio per ottenere l’opportunità di andare in televisione.

Ambra Battilana e Chiara Danese, la prima settimana di aprile, hanno presentato una memoria dell’incontro alla Procura di Milano. Secondo i loro racconti, appena diciottenni, hanno partecipato ad una festa del Presidente del Consiglio il 22 agosto scorso, a Villa San Martino. A portarle ad Arcore, sempre secondo le loro dichiarazioni, sarebbe stato il direttore del Tg4 Emilio Fede, conosciuto durante le selezioni di svariati concorsi di bellezza ai quali le ragazze hanno partecipato. Dai verbali raccolti dagli inquirenti, la cena si sarebbe svolta in un clima abbastanza conviviale, con Fede, Berlusconi e sole altre ragazze, tra cui Nicole Minetti, consigliere della regione Lombardia, per un totale di quindici persone. La parte scottante del racconto arriva quando le due ragazze parlano del dopo pasto: secondo le due testimoni, alcune ragazze si sarebbero scoperte i seni, per ricevere un bacio in cambio un bacio dal Premier. Sarebbe poi stata una vera escalation di pose sempre più hard e di complimenti sempre più insistenti. In quei momenti Fede avrebbe anche dichiarato ad Ambra e Chiara che due gemelle napoletane presenti, erano lì per un cachet di 3000 euro ciascuna. Secondo le ragazze poi, la festa si sarebbe spostata nella piccola discoteca privata del Presidente, accreditando nel loro racconto le tante voci secondo cui ci sarebbe davvero un palo da lap dance che alcune delle ragazze presenti avrebbe usato per ballare. E’ a quel punto, secondo il racconto delle giovani, che avrebbe preso il via il vero “Bunga Bunga”. A quel punto, le due giovani raccontano di aver espresso il desiderio di andarsene e di aver ricevuto l’ammonimento dello stesso Fede; se avessero abbandonato il “Bunga Party”, avrebbe detto loro, non avrebbero più avuto possibilità di diventare “meteorine” o cose del genere in tv. Le due diciottenni, dopo aver assistito per settimane all’evolversi della vicenda legata alla giovane marocchina alias “nipote di Mubarak”, avrebbero deciso di testimoniare per demistificare la definizione delle sue feste data da Silvio Berlusconi, a detta loro tutt’altro che “eleganti ritrovi”.

Secondo i legali del premier queste affermazioni sarebbero «destituite di ogni fondamento e contrasterebbero con numerose indicazioni di segno completamente opposto». È quanto dichiarano in una nota i parlamentari e i legali del premier Piero Longo e Niccolò Ghedini che sottolineano i loro dubbi sulla tempestività delle novità emerse sui quotidiani oggi: «La genesi delle dichiarazioni e i tempi appaiono davvero indicativi e ne dimostrano l’assoluta inconsistenza».

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