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12 cantieri per il mercato unico: la Commissione europea rilancia la crescita

14 Aprile 2011

Il mercato unico resta il cuore e il motore economico principale dell’Unione europea. Continua anche ad essere la nostra carta migliore per rispondere alla crisi economica attuale. Il suo potenziale di crescita non è ancora pienamente utilizzato, malgrado i progressi realizzati dalla sua creazione nel 1992.

L’Atto per il mercato unico, adottato oggi dalla Commissione europea, propone di aprire 12 cantieri per rilanciare il mercato unico per il 2012. Queste dodici leve di crescita, competitività e progresso sociale vanno dalla mobilità dei lavoratori ai finanziamenti per le PMI, alla protezione dei consumatori, passando per i contenuti digitali, la fiscalità e le reti transeuropee. La loro finalità è facilitare la vita di tutti i protagonisti del mercato unico: le imprese, i cittadini, i consumatori ed i lavoratori.

Sulla base dei contributi raccolti nel corso di quattro mesi di dibattito pubblico, la Commissione ha identificato 12 leve per stimolare la crescita e rafforzare la fiducia dei cittadini.

La prima leva riguarda l’accesso ai finanziamenti per le PMI. Occorre creare un quadro comune per i fondi di capitale di rischio che consenta ai fondi stabiliti in uno Stato dell’UE di investire in qualunque altro Paese dell’Ue, fornendo così alle PMI innovative fondi con il know how necessario e ad un prezzo allettante.

Per quanto riguarda la mobilità dei lavoratori all’interno del mercato unico, si stima che nel 2009 5,8 milioni di europei lavoravano in un altro Stato dell’UE. Una maggiore mobilità della manodopera qualificata consentirebbe all’economia europea di essere più competitiva.

Altrettanto importanti, i diritti di proprietà intellettuale: è essenziale stabilire una protezione unitaria delle invenzioni tramite brevetto, per il maggior numero possibile di Stati dell’UE, con l’obiettivo di rilasciare i primi titoli unitari nel 2013.

I consumatori, protagonisti del mercato unico, necessitano di maggiori garanzie. Il progetto è di sviluppare sistemi alternativi di risoluzione delle controversie e prevedendo mezzi di ricorso diversi da quelli giudiziari.

Mentre la crescita dell’UE è stata in media del 2,1% all’anno tra il 1998 e il 2008, il settore dei servizi è cresciuto in media del 2,8% all’anno. La Commissione propone di rivedere la legislazione sul sistema europeo di normalizzazione per estenderlo ai servizi e rendere le procedure di normalizzazione più efficaci, efficienti ed inclusive.

Le reti di trasporti, l’energia e le comunicazioni elettroniche costituiscono la colonna vertebrale del mercato unico. La Commissione adotterà legislazioni sulle infrastrutture energetiche e di trasporto per identificare i progetti strategici di interesse europeo. Per quanto riguarda le transazioni elettroniche, l’Europa ha bisogno di una legislazione che garantisca il mutuo riconoscimento dell’identificazione elettronica e dell’autenticazione elettronica nell’UE e di una revisione della direttiva sulla firma elettronica.

L’imprenditoria sociale è un altro settore che ha apportato crescita e occupazione. Viene proposto un quadro europeo per i fondi di investimento solidale, per amplificare l’effetto delle iniziative nazionali esistenti aprendo a questi fondi le opportunità del mercato unico.

La regolamentazione fiscale dell’UE, invece, non è più adeguata alla realtà del mercato unico del 21° secolo, né alle sfide dello sviluppo sostenibile. La Commissione europea ha pertanto proposto anche una revisione della direttiva sulla fiscalità dell’energia per assicurare un trattamento coerente delle diverse fonti di energia per tenere conto maggiormente del contenuto energetico dei prodotti nonché delle loro emissioni di CO2.

Sulla coesione sociale, la Commissione presenterà una proposta destinata a rafforzare l’applicazione della direttiva sul distacco dei lavoratori, per prevenire e sanzionare qualunque abuso o elusione delle norme. Proporrà anche di chiarire l’esercizio dei diritti sociali fondamentali nel quadro dell’esercizio delle libertà economiche.

La penultima leva si ricollega alla semplificazione per le imprese: sui principi contabili per quanto concerne gli obblighi in materia di informativa finanziaria e la riduzione degli oneri amministrativi, in particolare quelli che gravano sulle PMI.

Infine, gli appalti pubblici. Il 18% del PIL dell’UE è speso dagli enti pubblici in beni, servizi e lavori. La legislazione europea e le legislazioni nazionali hanno aperto gli appalti pubblici ad una concorrenza leale la cui conseguenza è l’offerta ai cittadini di una qualità migliore ad un prezzo più basso. La Commissione propone di modernizzare il quadro legislativo per giungere ad una politica equilibrata, che sostenga una domanda di beni e servizi rispettosi dell’ambiente, socialmente responsabili e innovativi, per offrire procedure più semplici e flessibili alle amministrazioni aggiudicatrici e agevolare l’accesso alle PMI.

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