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Monza. Villa Reale, un vizio procedurale fa saltare il bando? Regione smentisce

23 Marzo 2011

villa-reale-fronteIl bando per il recupero della Villa Reale potrebbe essere a rischio. Un vizio procedurale, secondo alcune indiscrezioni, ne mette a repentaglio la legittimità. Quando sembrava mancare solo l’ultimo tassello al completamento dell’elaborato mosaico della privatizzazione di Villa Reale, ecco un inaspettato colpo di scena.

Dito puntato contro il Consorzio, ente presieduto dal sindaco di Monza, Marco Mariani, che nacque per facilitare la gestione di Parco e Villa, il quale non avrebbe potuto affidare a Infrastrutture Lombarde l’assegnazione del bando in questione. Perché? Il difetto pare essere prettamente temporale: al momento della formalizzazione della gara, il Consorzio non disponeva della reggia del Piermarini, dato che i quattro proprietari (Monza, Milano, Regione e Stato) non avevano burocraticamente espletato il passaggio di consegne a favore dello stesso Consorzio.

«L’ipotesi è che ancora oggi manchi questo cavillo, – commenta Rosario Montalbano, consigliere comunale in quota Pd – il sindaco ha rinviato ogni discorso a lunedì prossimo, quando ci sarà un consiglio comunale per l’occasione. Contiamo di arrivare preparati all’appuntamento, sentiremo degli avvocati».

«Chiariremo in consiglio, sono gli altri ad avere problemi», è lo stringato commento telefonico del borgomastro monzese.

Regione Lombardia, attore principe della partita, manifesta tranquillità e garantisce il regolare evolversi della vicenda. «Entro dieci giorni avremo il nome del gestore, tutto procede con assoluta normalità, non vi è alcun vizio procedurale», questa la chiosa di Francesco Magnano, sottosegretario regionale del Presidente Attrattività e promozione del territorio.

L’esercito del ‘no’, minoranze e firmatari, però, non molla la presa e pare pronto a sfruttare l’occasione per presentare ricorso contro l’assegnazione del bando per irregolarità della procedura, come ribadisce un comunicato stampa targato Pd: «Il bando da 25 milioni di euro per il recupero della Villa reale di Monza potrebbe essere illegittimo perché indetto dal Consorzio a inizio 2010 quando ancora non aveva tutti i titoli per farlo. Se la notizia venisse confermata sarebbe urgente fermare tutto per reimpostare il bando in modo che uno dei beni più prestigiosi non solo di Monza e della Brianza ma del Paese, rimanga in mano pubblica e gestito con modalità in linea con le migliori esperienze italiane ed europee in tema di patrimonio storico, e non svenduto ai privati, come prevede invece il progetto promosso da Regione Lombardia attraverso Infrastrutture Lombarde».

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