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Monza, l’importanza della riabilitazione. Intervista a Donatella Bonaiuti

30 Marzo 2011

donatella_bonaiutiÈ, spesso, un ramo della medicina poco conosciuto e che resta al riparo dalle luci della ribalta. La Fisiatria, scienza che studia la riabilitazione post trauma è, tuttavia, essenziale per la salute del paziente, un percorso indispensabile per garantire un pieno recupero psicofisico. Donatella Bonaiuti, fisiatra, dirige il reparto dell’ospedale San Gerardo, MB News l’ha incontrata.

Dottoressa, di cosa vi occupate giornalmente?

Di malati neurologici (gravi ictus, tumori, patologie vascolari, traumi cranici e patologie midollari) sempre più gravi e complicati, che sono il risultato dell’evolversi di tutte le misure rianimatorie e di gestione delle emergenze tipiche di questi ultimi anni, e provenienti soprattutto dalle rianimazioni, dall’unità stroke, dalla neurochirurgia e dalle malattie infettive. È impegnativo, ma molto gratificante, essere “precoci” e “intensivi” nella riabilitazione, cosa che abbiamo sempre fatto ed è “centrale” nella nostra mission, così come ci insegnano le linee guida per la riabilitazione internazionali per essere efficaci. Questo è possibile perché siamo in un grande ospedale, con un dipartimento di emergenza e urgenza di livello internazionale, e quindi abbiamo la possibilità di gestire tutte le patologie concomitanti e le complicanze senza dover trasferire il malato in pronto soccorso o in altri reparti per acuti, così come sono costretti a fare altri reparti di riabilitazione che sono situati al di fuori di ospedali.

Noi lavoriamo per percorsi: il paziente appena ricoverato presso i reparti per acuti viene preso in carico dal fisiatra e quindi dal fisioterapista (“precocità” dell’intervento riabilitativo). Appena possibile, per i malati neurologici, avviene il trasferimento nel nostro reparto per proseguire con l'”intensività”, che da noi significa: fisioterapista fino alle 20 e nuove tecnologie.

Quali, nello specifico?

Con le nuove tecnologie, ovvero la robotica, si riesce a esercitare in modo intensivo i pazienti con esercizi adattati ai loro deficit, nella convinzione dimostrata che è la ripetizione continua, stabilita individualmente giorno per giorno dal fisioterapista, che rende possibile l’evocazione di movimenti scomparsi. Con la valutazione effettuata dal nostro laboratorio di studio del movimento, nato da una fortunata sinergia con il mondo dei produttori di questi devices, stiamo verificando risultati veramente sorprendenti a questo tipo di approccio mirato i problemi motori dell’arto superiore.

Stiamo lavorando per estendere questo approccio tecnologico anche per rendere precoce il recupero del cammino, raccogliendo, come è stato fatto per l’acquisizione del robot per l’arto superiore, finanziamenti privati e da banche.

Trattate anche pazienti che hanno subito gravi lesioni o post-comatosi?

Siamo molto impegnati anche nel campo della riabilitazione dei pazienti che si trovano in coma, nella fase iniziale post acuta, per gestire in modo intensivo la riabilitazione anche in presenza di emergenze e complicanze, con sicurezza e con tecniche specifiche e innovative in questo campo.

In questo ambito, da noi è possibile effettuare anche accertamenti neurofisiologici, neuroradiologici e endoscopici, sempre perché siamo collocati in un ospedale ad alta specializzazione, con lo scopo di migliorare l’approccio riabilitativo (per cercare “i punti di contatto” con il paziente oppure la sicurezza nel procedere con la riabilitazione) e, dove possibile, per iniziare a stabilire una prognosi.

Ad ogni modo è centrale, oltre alla doverosa professionalità che dobbiamo a tutti gli utenti, con il continuo aggiornamento professionale e tecnologico, soprattutto l’attenzione al malato, l’umanizzazione della nostra relazione con lui, i cui bisogni sono al centro della nostra attenzione anche, e soprattutto, quando non è in grado di comunicare le proprie necessità, e i problemi relativi al successivo percorso di reinserimento in famiglia, in casa, nella società, attenzione anche alla famiglia, che si trova a gestire delle vere e proprie “catastrofi” e che si trova all’inizio di un nuovo, faticoso percorso.

Quali sono i numero del reparto?

Abbiamo 11 posti letto e un Day Hospital molto efficace, nel 2010 abbiamo ricoverato circa 100 persone, con degenza media pari a 30 giorni. Ci occupiamo della riabilitazione di tutti i ricoverati all’ospedale San Gerardo, basti pensare che giornalmente curiamo oltre 60 pazienti.

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