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Guaitamacchi: «Innovare e attrarre». Ecco la ricetta Sias per l’Autodromo

11 Marzo 2011

paolo_guaitamacchi_mbRiproporre il ‘Museo della velocità’ in Autodromo e implementarlo con alcune attrattive collaterali, come un parco giochi e alcuni simulatori di guida, «per un binomio cultura e divertimento». Ecco il primo obiettivo di Paolo Guaitamacchi, neopresidente Sias.

«Questo anno mi servirà per capire alcune dinamiche, – ha confidato Guaitamacchi – all’orizzonte c’è l’interesse di portare nuovi eventi a Monza, per esempio la ‘Le Mans Series’, ma con i calendari già fissati per arrivare a tali propositi occorrerà una lunga gestazione».

Guaitamacchi, ex pilota di auto storiche nel campionato velocità, succeduto a Claudio Viganò lo scorso 23 dicembre, ha le idee chiare anche sulle partnership e i rapporti che dovranno intercorrere tra Sias e istituzioni locali, «massima collaborazione e comunicazione, vorrei evitare guerre di sorta».

Guerre, o quasi, come quella che si profila tra la stessa Sias, società che gestisce l’Autodromo, e la provincia di Monza e Brianza, con in testa il presidente, Dario Allevi. Il motivo del contendere è noto: la costruzione di un distributore di idrocarburi nel parco, 8.800 metri quadrati in prossimità dell’ingresso di Santa Maria delle Selve (Biassono). Il ribaltamento di fronte di inizio settimana, quando il Consiglio dei Ministri ha approvato il progetto che, peraltro, sembrava ormai finito in soffitta, ha fomentato gli schieramenti. Da una parte Sias, regione Lombardia, comune di Monza e parterre di aziende private, forti del progetto ‘verde’, tenacemente voluto da Giorgio Beghella Bartoli, direttore tecnico Sias, e dall’altra, come detto, la provincia, (che, per onore di cronaca, non avrebbe voce ufficiale in capitolo, ndr), il Parco della Valle del Lambro, le associazioni ambientaliste e, non da ultimo, il comune di Biassono, il quale, notizia di ieri, l’ha ‘giurata’ a Sias, promettendo una zona a traffico limitato in prossimità del distributore.

«Ho intenzione di incontrare tutti gli enti – ha chiosato Guaitamacchi – e sentire direttamente le loro remore. Il distributore non è una priorità di Sias. Credo, però, che il perimetro in questione sorga in un’area di Parco marginale e degradata, non mi sembra un disastro ecologico come qualcuno lo vorrebbe dipingere».

In foto, Paolo Guaitamacchi.

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