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La rinascita di Biondo dal doping: “Ho perso tempo e voglio recuperare”.

6 Marzo 2011

maurizio_biondoVentinove anni, una vita e una carriera che sta rinascendo. È quella di Maurizio Biondo, ciclista professionista fino al settembre 2009, mese della sua squalifica per doping per l’assunzione di Epo, poco prima della sua partenza per il mondiale di Mendrisio. A settembre di quest’anno scadrà il suo stop forzato e lui si sta preparando atleticamente al meglio per essere pronto ad una nuova partenza. In attesa di una chiamata di una squadra professionistica.

Abbiamo incontrato Maurizio nella sua casa di Concorezzo, città dove vive dall’infanzia e abbiamo fatto due chiacchere sulla sua corriera, le sue vittorie, i suoi errori e il suo futuro.

2007, lo spartitraffico della tua carriere da ciclista: cosa vuoi dirci su ciò che hai fatto?

Ho sbagliato e l’ho sempre ammesso, ma ora non più voglia di parlarne anche perchè mi è successo di essere travisato nelle dichiarazioni e non mi va più di parlarne. Sto pagando giustamente per quello che ho fatto, ma adesso sto solo pensando a lavorare e tornare in forma ed arrivare a settembre pronto per tornare in una squadra professionistica.

Pellizzotti, Contador: due corridori fermati per doping, ma che in attesa di una decisione da parte dell’Unione ciclistica internazionale stanno vivendo due momenti diversi: il primo non può correre e il secondo invece sì, come te lo spieghi?

maurizio-biondoI controlli antidoping sono uguali in tutte le nazioni, ma è la giustizia sportiva di ogni paese che decide se bloccare o no il corridore. Pellizzotti è fermo dall’estate dell’anno scorso in attesa del giudizio, invece il corridore spagnolo grazie a una decisione “politica” della giustizia sportiva spagnola è libero di correre e vincere. Ci vuole più uniformità se no la competizione diventa impari.

Ancora sei mesi e tornerai a correre: come ti stai preparando?

Oltre a lavorare come preparatore atletico presso un paio di palestre ho ricominciato ad andare in bici: mi alleno dalle tre alle sei ore al giorno e in media percorro fra i 100 e i 180 km. Le mete preferite sono il lecchese e le strade che corrono lungo il lago di Como. Ci sono salite, allunghi, posti perfetti per una preparazione completa. La strada è ancora lunga per trovare una forma perfetta, ma conto di tornare quello di prima, tornare a correre in una grande squadra per poter fare le “classiche” del nord e vincere le corse a tappe come vuelta ciclista a Navarra che ho vinto nel 2007.

Il tuo sogno professionale?

Poter correre un mondiale. Ero arrivato ad un passo dal disputarlo e mi è rimasto veramente indigesto. Mi sono accorto come il tempo passi in fretta e di come ho buttato via tempo prezioso, soprattutto per un professionista cui la carriera finisce ai quaranta. Voglio tornare a disputarlo, spero di farcela.

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