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Biassono, Malegori chiarisce: «Sias ci interpelli sul distributore o arriva ztl»

14 Marzo 2011

malegori-piero-sindaco-biassono-mbSi prepara a «fare il vuoto» alle prossime comunali di Biassono, paese che governa «come borgomastro» da cinque anni, dopo dieci da vicesindaco, nonostante non indossi la fascia tricolore, «almeno fino a quando il federalismo non sarà operativo».

Angelo Piero Malegori, sindaco di Biassono, non ha solo le elezioni nel mirino; la recente querelle del distributore di idrocarburi nel Parco, infatti, ha risvegliato nell’esponente del Carroccio intenzioni drastiche, «il progetto, che coinvolgerà pesantemente la città che amministro, (la struttura dovrebbe sorgere nella zona di Santa Maria delle Selve, parco di Monza, ingresso di Biassono, ndr), in termini viabilistici e ambientali, è stato redatto senza interpellarci. A mali estremi estremi rimedi: non escludo l’istituzione di una zona a traffico limitato in prossimità del distributore, lo posso fare e i cittadini ne sarebbero entusiasti. Spero di non dovere arrivare a tale deliberazione e che prevalga il buonsenso».

Sindaco, sono possibili soluzioni congiunte con la Provincia, anch’essa determinata a boicottare il distributore?

«Ho sentito al telefono Allevi e, per adesso, non si è parlato di unire le forze. Andiamo nella stessa direzione, questo è vero. Ho come l’impressione, però, che non tutte le carte siano state scoperte e che qualche interesse collaterale stia sfuggendo. Se così fosse sarebbe molto negativo».

Cosa intende?

«Speculazioni e interessi economici. Ma, ripeto, non conosciamo che una parte del progetto, attendo di incontrate Guaitamacchi, presidente Sias, per avere ragguagli».

Lo stesso Guaitamacchi, in una recente intervista pubblicata su MB News, ha caldeggiato la cooperazione tra le istituzioni coinvolte e scongiura ‘guerre di sorta’. Come commenta?

«Senza dubbio una nobile intenzione. Del resto, il comune di Biassono ha sempre avuto buoni rapporti con Sias e con l’Autodromo, di questo ne è prova la rotonda, nei pressi dell’entrata del Parco, con le immagini della storia del circuito nostrano. Credo che la prossima settimana (questa, ndr) incontrerò Guaitamacchi e capiremo meglio».

Si è aggiunto che la zona in essere non sia particolarmente «pregiata», per usare il termine di Sias, a livello ambientale e che l’impatto sul Parco non sarebbe così violento. È d’accordo?

«Sì, lo sono. Si tratta di un’area degradata e tenuta male. Di certo, però, si potrebbe riqualificare in altro modo, non solo costruendo un distributore di benzine pulite».

Se il piano di lavoro fosse sul territorio di Vedano o di Villasanta, sarebbe comunque contrario al progetto?

«Ovviamente non sarei così coinvolto. Ma vedrei meglio quest’opera a ridosso di un’arteria rilevante della provincia e non all’interno del Parco di Monza; sono 20 anni che gli sforzi comuni convergono nel cercare di tirare fuori le macchine dal nostro polmone verde e ora vi costruiamo un distributore di benzina?».

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