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Arcore, in arrivo un impianto di calcestruzzi: lunedì assemblea pubblica per fermarlo

4 Marzo 2011

inquinamentoUn’azienda di betonaggio a pochi metri dalle case. È questa la notizia che ha portato il comitato spontaneo di cittadini di Arcore delle vie Pastore, Grandi, Cattaneo e d’Antona ad indire un’assemblea pubblica con raccolta firme. Lunedì 7 marzo, alle 21, dalla sala riunioni del centro Sant’Apollinare si alzerà la voce per fermare la variante urbanistica messa a punto dalla giunta comunale e destinata a fare spazio ad un impianto per la produzione di calcestruzzo ed asfalto al confine con Usmate.

L’inizio della vicenda risale al giugno scorso, quando la Provincia di Monza e Brianza aveva detto no alla variante urbanistica proposta da Arcore e destinata a dare il via libera ad un nuovo insediamento industriale dell’azienda Doneda srl.

«Non possiamo permetterci interventi che massacrino ulteriormente il nostro territorio» aveva commentato il presidente Dario Allevi.

Ma il vento è cambiato. Il 20 gennaio scorso ecco l’improvviso voltafaccia che ha portato la giunta brianzola ad esprimere parere favorevole, nonostante la contrarietà del settore Ambiente che giudica l’impianto incompatibile con il piano provinciale per i rifiuti. L’area interessata dalla variante, di una superficie pari a 12.750mq, ospiterà, secondo il comunicato diffuso dal comitato di quartiere, «un impianto per la produzione di calcestruzzo funzionante dalle 6 alle 22 ed uno per la produzione di asfalto che funzionerà per 24 ore al giorno». Grazie al via libera della Provincia, la giunta comunale di Arcore ha messo a punto la variante urbanistica con una procedura interna agli uffici comunali che prevede un solo passaggio finale in consiglio comunale. La scadenza per proporre eventuali osservazioni è fissata all’11 marzo, e l’assemblea pubblica convocata per lunedì prossimo sembra fatta apposta per questo.

Dalla parte del comitato c’è anche l’Asl di Monza e Brianza, che ha espresso parere non favorevole per quanto riguarda le prescrizioni in materia di sicurezza ed igiene negli ambienti di lavoro. Di diverso avviso, invece, l’assessore Claudio Bertani, che scarica ogni responsabilità dalla giunta arcorese: «Noi ci siamo limitati ad implementare le modifiche richieste dopo il primo rifiuto, ed il nostro ambito d’interesse finisce quì. La vera partita si gioca tra l’azienda privata e la Provincia per la tipologia di produzione».

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