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Arcore, Alessandro Ambrosini lascia il Pdl: «Alle elezioni corro con PopArc»

28 Marzo 2011

ambrosiniÈ rottura con il Pdl. La sensazione era nell’aria già da qualche mese, ma sabato mattina è arrivata la conferma definitiva: Alessandro Ambrosini, mister 400 e rotti voti alle passate elezioni, lascia la “compagnia” e prende la strada della lista civica per candidarsi sindaco alle elezioni di metà maggio. PopArc si prepara a rivestire un ruolo fondamentale per spostare gli equilibri politici di Arcore, ed il suo leader non pone limiti alle ambizioni.

L’annuncio era tutt’altro che inaspettato. Negli ultimi tempi Ambrosini aveva già espresso il suo malumore rispetto a molte scelte del partito, ha poi preparato il terreno fondando l’associazione politico-culturale PopArc, ed ora ha deciso di scoprire le carte: «Non rinnego i miei valori e la mia posizione ideologica, ma sento di non appartenere più a quel gruppo politico» ha spiegato il candidato sindaco, che ha poi spiegato i motivi del suo dietrofront. «Il Pdl è imploso, non c’era programmazione, non c’era confronto, non c’era un progetto per Arcore, noi di PopArc vogliamo essere l’alternativa, l’innovazione». Non a caso l’attuale presidente del Consiglio Comunale ha deciso di battere sul tempo il suo ex-partitpoparco, che, se tutto va bene, tra qualche giorno dovrebbe annunciare il suo candidato. PopArc ha invece un progetto chiaro e ben definito sin dal metodo di lavoro: «Innanzitutto si devono coinvolgere i cittadini nella vita politica, migliorare il dialogo e gli strumenti per verificare la validità dei progetti». Passando al piano operativo i temi caldi sono tre: «Sicurezza, traffico e posteggi, e associazionismo. Cercheremo di rendere gli arcoresi orgogliosi di vivere in questo paese, ma abbiamo bisogno anche di loro». PopArc va alle elezioni senza una veste partitica precisa, anzi, come spiega il suo rappresentante, «è aperta a chiunque abbia voglia di cambiamento».

Resta da vedere però con chi schiererà la lista civica in caso di ballottaggio, ma su questo non si sbilancia, e rilancia forte: «In quel caso valuterò attentamente i vari candidati ed i loro programmi, ma perché parlare di ballottaggio? Può darsi che vinciamo al primo turno».  Una battuta quella del giovane Ambrosini, ma una battuta che lascia trasparire la fiducia nei propri mezzi e la volontà di liberarsi dalla «vecchia politica», come dice lui.

Questa politica, la giunta, però risponde per le rime tramite la voce dell’assessore Bertani: «La realtà è che Ambrosini è uscito dopo il deferimento ricevuto sul caso ex-Falck: dovrebbe imparare prima di tutto a rispettare le autorità».

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