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In Brianza più tricolori alle finestre per i mondiali di calcio che per l’Unità d’Italia

18 Marzo 2011

tricolore-desio-mbCi sentiamo più italiani durante i mondiali di calcio che in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Anche se i mondiali avvengono ogni quattro anni, mentre i 150 una volta sola. Anche se, nel primo caso, ci sono undici uomini che rincorrono una palla per fare goal, mentre, nel secondo, di uomini ce ne sono stati molti di più e qualcuno di loro ha anche perso la vita per questo ideale.

Forse perché la bandiera, nel primo caso, rappresenta più una squadra di calcio che un ideale patriottico.

Il 17 marzo doveva essere la giornata del tricolore, ma il tricolore dov’era? Bisogna ammetterlo, in Brianza se ne sono visti di più nel 2006 quando, finalmente, dopo 25 anni, siamo tornati ad essere campioni del mondo.

Bastava mettere la testa fuori da casa per accorgersene. Da Desio a Nova, da Macherio a Sovico, passando per Seregno e Albiate. Le bandiere verdi, bianche e rosse erano poche. Troppo poche. Trovarne una si trasformava in un gioco enigmistico: “Cerca il tricolore”. 

tricolore-seregno-mbDai balconi dei condomini e dalle villette bifamiliari brianzole spuntavano saltuariamente. Una ogni cento finestre. Anche nelle piazze erano rare. A Desio, per esempio, nemmeno l’ombra. La città più patriottica della Brianza è stata Arcore. Lì di tricolori se ne sono visti.

Si sperava di rimediare nel capoluogo. Ma anche lì non è andata tanto meglio. La cerimonia in Villa reale sembrava più la celebrazione dei nuovi led che illuminano di sera la reggia del Piermarini piuttosto che i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Almeno lì il tricolore c’era e in abbondanza (illuminato con i led sulla facciata della Villa), ma mancava lo spirito patriottico. C’erano i giovani – qualcuno -, ma era lì «per caso», mi ha detto.

«Non sapevo nemmeno di questa cerimonia, non è stata pubblicizzata – ha detto Alessandro, 21 anni, di Monza – Questa ricorrenza non la sento molto mia, ma non sono l’unico non c’è partecipazione. In altri Paesi un anniversario simile sarebbe stato molto più sentito».

tricolore-macherio-mbE quando sono partite le note dell’inno di Mameli pochi l’hanno cantato (ma questo, in effetti, succede anche durante i mondiali). Monza vanta cori storici e pluripremiati. Ma perché non è stato fatto intonare dal vivo da uno di questi? Sicuramente l’impatto emotivo sarebbe stato più forte rispetto al disco che continuava a girare in loop anche quando le luci si sono spente e la gente se ne era andata.

Qualche opinione diversa, (molto ndr), più patriottica, c’è stata. «Questo è un giorno di festa e noi è tutto il giorno che lo celebriamo», hanno raccontato le sorelle Francesca e Paola, di Monza, che in Villa sono accorse entusiaste con tutta la famiglia al seguito, nipoti inclusi, e pure i due bambini piccoli, di 8 anni e 14 mesi, con il berretto garibaldino in testa. Per l’occasione loro hanno anche preparato una torta. «Oggi c’è un’atmosfera di orgoglio, quasi aulica – hanno aggiunto – Si sente un clima da mondiale». Appunto.

 

Nelle foto: Desio, Seregno, Macherio

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