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Monza, successo de i Lampi di Musicamorfosi. Arsene Duevi sbanca al Villoresi (Video)

28 Febbraio 2011

thumb_musicamorfosi-Arsene_DueviOltre due ore di musica ricca di sorprese e continui rimandi tra il palco gremito di oltre 100 coristi e la platea stracolma di pubblico fra l’altro non tutti sono riusciti ad entrare. Un successo grandissimo per lo spettacolo “E ora il mio occhio ti ha visto” di Musicamorfosi di sabato sera al teatro Villoresi a Monza

Protagonista assouluto Arsene Duevi, lo sciamano togolese che fa cantare la Brianza, affiancato da un gruppo di solisti eccezionale: Tetè Da Silveira alle percussioni e ai tamburi ad acqua; Alberto Ferrari, ai sax e clarinetti e Roberto Zanisi al cumbus (strumento turco) buzuki, steel pan e altre percussioni.

musicamorfosi-Arsene_Duevi_2Accanto a loro, in maniera ingombrante, tanto da riempire completamente il palco del teatro i SuperCori diretti da Arsene Duevi e che comprendono tre formazioni: gli storici Gudu Gudù di Cinisello Balsamo, gli Agamawò di Milano e i Zazazà di Arcore. I cori sono apparsi in scena appena in controluce sulle note di un pezzo di ambiente Zambum (il mare) suoni onomatopeutici, un’atmosfera suggestiva dove si sono inseriti magistralmente le percussioni ad acqua, i suoni liquidi della steel pan e il richiamo dei gabbiani che usciva dal clarinetto di Alberto Ferrari. Un’entrata molto lontana da ritmi e sonorità “africane”.

Il concerto come da premessa è stato certo Africa, ma non solo e molto di più. Il pubblico se n’è reso conto quando da una cadenza poliritmica attaccata dallo djembè di Tetè Da Silveira che ha attraversato suonando tutta la sala si è finiti in una canzone scritta da De Andrè per i New Trolls: Vorrei comprare una strada. In un italiano sciolto e cadenzato, Arsene Duevi ci ha portati a immaginare un mondo ideale, una strada di New York popolata di gente di tutti i colori e di bambini che giocano, un mondo che vorremmo vedere, e se fosse possibile, anche acquistare… Una parola e più di una canzone è toccata poi davvero all’Africa, madre generosa dell’Umanità, al fuoco che la attanaglia, alla guerra e di nuovo da un ritmo afro di sole percussioni Arsene ha attaccato una originalissima versione del Disertore di Boris Vian nella traduzione di Ivano Fossati.

musicamorfosi-Arsene_Duevi_3Silenzio impalpabile e uno scroscio di applausi hanno fatto da preludio all’ingresso di un ulteriore coro: da fondo sala rispondendo a un richiamo atavico lanciato dal Maestro africano dal palco ecco le 30 cantrici del coro femminile Iris Versari di Cesano Maderno diretto da Raffaele Cifani che cantando si sono miscelate ai SuperCori proseguendo insieme fino alla fine. I due Maestri si sono scambiati la direzione e poco dopo ecco la volta di Duevi apparire in sala per lanciare il richiamo della speranza: C’è Speranza, c’è speranza canta in Ewè, una delle tante lingue del togo il maestro togolese, il teatro risuona le voci si intersecano, la luce appare in fondo al buio per tutti. E’ un trionfo di vita. Ecco arrivare i bis e quando tutto sembra volgere alla conclusione, un nuovo richiamo da fondo sala: è la tromba magica di Giovanni Falzone, che come già Vinicio Capossela nello scorso appuntamento di Lampi aveva fatto la sorpresa al pubblico di apparire dalla sala, spunta dal corridoio centrale e suonando sale sul palco facendo iniziare un pezzo indiavolato che coiinvolge anche il pubblico in grida e applausi. Uno due, tre bis si succedono fino a un brano originale di Arsene che va a mescolarsi con A love Supreme di John Coltrane che i Super Cori intonano lasciando il palco e invadendo letteralmente la sala, facendoci capire lo sporpositato numero di persone coinvolte nell’operazione e permettendo al pubblico in sala di abbracciarli in un unico grande interminabile applauso.

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Per chi vuole ascoltare è uscita la nuova edizione del disco di Arsene Duevi: La mia Africa, lo potete trovare in ProMonza in piazza Carducci, a Madre Bio a Muggiò o in digitale su Itunes e in altri i negozi virtuali.

La rassegna Lampi è giunta quest’anno all’ottava stagione, con il patrocinio e contributo di assessorato alla Cultura del Comune di Monza. Lo spettacolo, una produzione originale di Musicamorfosi, ideata da Saul Beretta è parte di un progetto più ampio sostenuto dalla Fondazione della Comunità di Monza e Brianza, da CSV Monza e Brianza, Caritas Monza, Nature-onlus Seveso, La Casa di Emma, A.Ge (Associazione Italiana Genitori)

Info per le prossime iniziative: www.ilampi.it

Foto: Musicamorfosi © Marcelo Soulè

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