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Monza, FP Cgil: presidio dei lavoratori davanti alla sede della provincia

15 Febbraio 2011

La FPCGIL ha indetto per oggi 16 febbraio il presidio dei lavoratori della provincia di Monza e della Brianza presso la sede istituzionale della provincia in via Tommaso Grossi in difesa e a tutela dei diritti dei lavoratori.

Le motivazioni sono riportate in una nota stampa rilasciata dai sindacati: “Chiuso il contratto decentrato dell’anno 2010 dove le parti si sono incontrate frequentemente, anche a fronte del bisogno dell’amministrazione stessa ad addivenire in tempo utile alla chiusura, le relazioni sindacali si sono nuovamente arenate, le materie proposte dai rappresentanti dei lavoratori quali la sicurezza sui luoghi di lavoro i periodici controlli clinici obbligatori per la tutela della salute dei lavoratori, agevolazioni per le lavoratrici madri, non hanno trovato alcuna possibilità di discussione. Il comportamento da parte dell’amministrazione provinciale denota un’assoluta indifferenza verso il suo personale. A dimostrazione di ciò e la sospensione dell’erogazione delle indennità di rischio, disagio, maneggio valori e di sportello, colpendo i lavoratori appartenenti alla fascia di reddito più debole, lavoratori già colpiti dal blocco del rinnovo contrattuale, non mancano però le risorse per le consulenze esterne che gravano in maniera pesante sul bilancio dell’ente e sui lavoratori.

La situazione assurda in cui versano i lavoratori è dimostrata dal fatto p.es che i cantonieri pur avendo l’indennità di rischio sospesa svolgono la loro attività sulla strada, senza nemmeno la dovuta copertura antitetanica. I lavoratori in distacco ad afol ad oggi sono a forte rischio di privatizzazione.

L’amministrazione sembra preoccuparsi troppo del rispetto delle regole quando si tratta della retribuzione dei lavoratori, ma non fa altrettanto per quanto riguarda la sicurezza e la salute dei lavoratori stessi: All’interno delle sedi di lavoro vi sono ambienti malsani, con sovraffollamento di persone, impianti elettrici non a norma e presenza di barriere architettoniche.

Anche le promesse fatte circa l’ampliamento dell’organico sono rimaste in un nulla di fatto, i lavoratori si trovano con carichi di lavoro inadeguati, dai previsti 460 lavoratori attualmente in forza ve ne sono 350 e per tutta risposta l’amministrazione sospende le indennità.

A niente sono serviti i recenti incontri che non hanno portato risposte alle legittime richieste dei lavoratori.

I lavoratori della Provincia sono stanchi delle continue promesse non mantenute in un fare della politica del personale simile al bastone e carota”.

 

 

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