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Monza, arrestato lo zio orco: la violenta a 13 anni e la perseguita su internet

14 Febbraio 2011

Stalking-MBIn manette per avere violentato la nipotina di 13 anni. I carabinieri di Monza hanno arrestato B.G., 43 anni, per violenza sessuale aggravata ed atti sessuali con minorenne. Secondo i carabinieri l’uomo avrebbe prima abusato dalla giovane e poi, ingannandola e sottoponedola a forti pressioni piscologiche, l’avrebbe anche convinta a spedirgli attarverso una chat line foto e vido che la ritraevano in pose provocanti.

Le violenze sarebbero iniziate nel 2008 e, secondo gli accertamenti condotti dagli inquirenti, si sarebbero consumate tutte a casa di B.G., a La Spezia, dove risiedeva assiema alla compagna e dove ospitava la piccola quando assieme a padre e madre lasciava Monza per andare a trovare i parenti.

I viaggi avvenivano durante i week end proprio in uno di questi ritrovi di famiglia organizzato per preparasi al Natale lo zio aveva inziato a molestare la bambina. L’uomo trovava sempre un pretesto per stare solo con lei e per la bambina i viaggi a La Spezia si era erano trasformati in un supplizio, ma la piccola, nonostante la forte pressione psicologica alla quale era sottoposta, era riuscita ad allonarsi, a convincere i genitori a diminuire i viaggi e, quando era comunque costretta a partire, a stare lontana dallo zio. B.G., però, non si era arreso e dopo un breve periodo era riuscito ad agganciare la nipotina su di una chat line inventandosi un profilo fittizio e trasformandosi addirittura in un molestatore. Era solo una messa in scena per ricomparire col suo vero nome nel giro di poche settimane promettendo alla nipotina di proteggerla. Avrebbe scoperto il molestatore, ma per farlo aveva bisogno di un’esca: foto e video della ragazzina. Lei all’inizio ha acconsentito. Lo zio era l’unica persona di cui potersi fidare, ma poi la gravità di quello che le era accaduto ha finito per farla cedere e ha detto tutto ai genitori. Dopo la denuncia, agli investigatori dell’Arma, supportati dagli esperti della polizia postale e coordinati dal Pm di Monza Alessandro Pepé, non c’è voluto molto per incastrare B.G. Sul suo pc sono stati rinvenuti numerosi file multimediali (foto e video) di carattere pedopornografico in cui compare la vittima, nonché altre informazioni che suffragano l’ipotesi della violenza.

 

 

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