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L’UE ritira sei sostanze chimiche pericolose

28 Febbraio 2011

Sei sostanze chimiche di estrema pericolosità verranno proibite nell’arco dei prossimi anni. Si tratta di sostanze cancerogene, tossiche per la riproduzione o persistono nell’ambiente e si accumulano negli organismi viventi. Diventa così concretamente operativa la nuova normativa europea sulla registrazione dei prodotti chimici, nota come Reach ed entrata in vigore tra fine 210 e inizio 2011 per rendere più sicuro l’uso delle sostanze chimiche.

Gli operatori che vorranno vendere o usare tali sostanze dovranno dimostrare che sono state adottate le misure di sicurezza per controllare adeguatamente i rischi oppure che i vantaggi per l’economia e la società sono maggiori dei rischi eventuali. È prevista la loro sostituzione con sostanze o tecniche alternative fattibili l’iniziativa dell’Europa.

Le prime sostanze iscritte nella lista hanno nomi complicati: 5-ter-butyl-2,4,6-trinitro-m-xylene (musk xylene), 4,4′-diamminodifenilmetano (MDA), esabromociclododecano (HBCDD), di(2-etilesil) ftalato (DEHP), ftalato benzilico butilico (BBP) e ftalato dibutilico (DBP).

In futuro la lista di sostanze proibite nel quadro di Reach si allungherà. Attualmente sull’elenco delle sostanze candidate all’esclusione da produzione e mercato ci sono 46 sostanze di estrema criticità. L’obiettivo è assicurare che i rischi derivanti da sostanze ad alta criticità siano adeguatamente controllati e che tali sostanze vengano progressivamente rimpiazzate da alternative accettabili sul piano economico e tecnico. La Commissione europea e l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, basata a Helsinki, sono impegnate a raggiungere questo obiettivo con la partecipazione attiva degli Stati dell’UE. Il sito web dell’Agenzia (http://echa.europa.eu/) riporta tutti i documenti orientativi sulla preparazione delle candidature all’autorizzazione. Antro il 2015 ogni sostanza può essere immessa sul mercato o usata soltanto se è stata concessa un’autorizzazione o se è stata presentata una domanda di autorizzazione entro la data fissata. I requisiti si applicano indipendentemente dal quantitativo della sostanza immessa sul mercato o usata poiché per la procedura di autorizzazione non sono fissati limiti quantitativi minimi.

Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione europea e responsabile per l’industria e l’imprenditoria, ha affermato: “La decisione odierna è un esempio dell’efficace attuazione di REACH e del modo in cui si possa combinare la sostenibilità con la competitività. La decisione incoraggerà l’industria a sviluppare alternative e a promuovere l’innovazione.”. Il Commissario all’ambiente Janez Poto?nik ha affermato: “Nel mondo odierno le sostanze chimiche si trovano dappertutto e alcune di esse possono essere estremamente pericolose. La decisione odierna segna un passo importante verso una migliore protezione della nostra salute e dell’ambiente.”

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