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Fondi Pedemontana a rischio, Cattaneo minaccia di incatenarsi a Roma

14 Febbraio 2011

pedemontana-progetto-defini«Se in fondi per Pedemontana non dovessero essere sbloccati, sono pronto a incatenarmi ai cancelli del ministero». Parola di Raffaele Cattaneo, assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia, durante una visita al cantiere della superstrada che taglierà in due la Brianza.

«I lavori procedono e rispetteremo le scadenze stabilite – ha spiegato l’assessore –. Fra quattro anni potremo viaggiare sulla nuova strada. Sono pronto a metterci la faccia. Tutto questo a condizione che le difficoltà legate alla procedura dell’accordo Cal -Pedemontana, che consente alle banche di sottoscrivere il prestito ponte di 600 milioni di euro, necessario per proseguire i lavori della nuova infrastruttura, vengano sbloccate». Per Cattaneo è inconcepibile che ciò possa avvenire dopo che il piano economico e finanziario ha ottenuto ben due approvazioni da parte del Cipe.«Occorre rispettare le regole e non cambiarle in corso d’opera: non è pensabile che per i mal di pancia tardivi di un burocrate romano si possa tornare indietro – ha concluso l’assessore -. Ieri il Ministero dell’Economia si è preso 15 giorni di tempo per riflettere. Confido che tutto si risolva, ma se la risposta sarà negativa sarò il primo a incatenarmi ai cancelli. Altrimenti chi lo spiegherà a varesini, brianzoli e bergamaschi infuriati, che aspettano da oltre 40 anni? Siamo pazienti, ma non sciocchi».

Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Sulbiate, Maurizio Stucchi che scrive a proposito delle dichiarazioni di Cattaneo: «Condividiamo il suo annuncio al TG3 Lombardia di volersi incatenare a Roma davanti al Ministero reo di avere modificato gli accordi sul finanziamento di Pedemontana.

Capirà quindi i sentimenti dei sindaci di Sulbiate e del Vimercatese (la tratta ‘D’ della Pedemontana) dove lei stesso per conto della Regione ha modificato gli accordi del progetto preliminare del 2007 alzando le quote di autostrada e ferrovia in rilevato sul piano di campagna e facendo sparire la galleria di Sulbiate di 1 chilometro gia’ prescritta e finanziata. Così mettendo in gravissima difficoltà i residenti le aziende e il nostro territorio.

Al suo ritorno da Roma prenderemo a prestito la sua catena per ottenere a nostra volta da lui il rispetto degli accordi.

Le auguriamo di essere ascoltato nella speranza che poi sia magnanimo e faccia la stessa cosa con noi. Pare che a Cattaneo e a nessun’altro interessi che in questo territorio siano state cambiate dai burocrati le regole a metà partita, proprio ciò che non piace al Presidente Podestà.

Nella tratta “D” (che è il 25% del costo dell’opera) non avviene per nulla la raccomandazione dell’AD Lombardo di afferma di avere attenzione alle micro-imprese e agli artigiani; nella tratta D le attività economiche dovranno subire 10 anni e più di cantieri perchè neppure si tenta di unificare i tempi di costruzione di autostrada e Ferrovia che per 20 chilometri corrono affiancate. In quale altra economia evoluta occidentale si riuscirebbe a decidere di affiancare due grandi opere pubbliche senza trovare le risorse per realizzarle nello stesso momento almeno nei punti più critici per i residenti e gli insediamenti produttivi? E’ deludente dovere prendere atto che a tutti i livelli della politica e della pubblica amministrazione sia diffuso il vezzo di non mantenere gli impegni presi. I sindaci soffrono più di tutti questa situazione essendo di fatto il diretto contatto con la popolazione e le aziende che lamentano i disservizi e l’oppressione dei servizi pubblici».

In foto

 

 

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