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Disastro Lambro un anno dopo: i “cittadini del fiume” vogliono sapere

23 Febbraio 2011

conferenzalambro-mbSabotaggio. È la parola che colpisce di più tra le tante che si sentono e leggono mentre le immagini del filmato reportage «Un po’ di petrolio» scorrono sullo schermo. Si apre cosi a Villasanta, davanti a circa 80 persone, l’assemblea pubblica organizzata ieri dal «Comitato cittadini del fiume».

La volontà è quella di fare il punto della situazione, anche alla luce della clamorosa svolta nelle indagini, un anno dopo lo sversamento nel fiume Lambro di grandi quantità di idrocarburi contenuti nelle cisterne della Lombarda Petroli.

 

Una tavola rotonda composta da rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni ambientaliste WWF, Italia Nostra e Legambiente. Presenti anche moltissimi cittadini desiderosi di ottenere risposte concrete circa le misure adottate per risanare il danno. Al centro del dibattito anche il progetto di «Ecocity», che vedrebbe aree industriali come quella di Lombarda Petroli bonificate e riconvertite secondo standard ecologici.

Il primo a intervenire è il sindaco del comune di Villasanta, Emilio Merlo, il quale elenca gli interventi effettuati nei giorni successivi al disastro: «Aspirazione del prodotto inquinante, asportazione del terreno superficiale, lavaggio delle linee fognarie e costanti verifiche della qualità delle acque sotterranee». In merito all’approvazione del piano di riqualificazione afferma che, essendo tutt’oggi l’area della Lombarda Petroli sotto sequestro, per il momento non è possibile iniziare alcun tipo di lavoro.

conferenzalambro2-mbDati rassicuranti vengono forniti dalla dottoressa Iaccone, responsabile tecnico a livello regionale del controllo acque. «Abbiamo attivato un programma di monitoraggio che procede nel tempo – afferma la dottoressa – e da gennaio inizieremo a controllare anche il sedimento del fiume. Il Lambro è ammalato da molto tempo ma sono mesi che non vengono rilevati picchi di sostanze inquinanti come quelli registrati un anno fa». «La regione ha stabilito che entro il 2027, grazie a precisi impegni assunti con la sottoscrizione tra diversi enti del «contratto fiume Lambro» (prevista per l’estate), l’ecosistema si sarà del tutto ripreso».

I cittadini presenti si lamentano, sconcertati da tempi così lunghi e infastiditi dalle parole dell’architetto Fabio Lopez, che lavora nella squadra dell’assessore all’ambiente della provincia Fabrizio Sala. «È successo tutto all’improvviso – ha affermato Lopez – l’ufficio in cui lavoro era nato da poco e non c’era nessun precedente che ci permettesse di capire cosa fosse meglio fare. Crediamo comunque di aver evitato il peggio, non possiamo non dirci soddisfatti».

Non mancano osservazioni dalla platea: «ci vogliono controlli più rigidi, bisognerebbe fare chiudere le aziende non appena compiono un danno ecologico». Nel corso dell’anno infatti sono stati perpetuati diversi altri inquinamenti provocati da ignoti in diversi punti del percorso del fiume, l’ultimo è stato segnalato la scorsa settimana nei pressi di Biassono. Nel periodo estivo inoltre, molte aziende usano lavare i serbatoi proprio servendosi dell’acqua del Lambro.

La conferenza si è chiusa con l’intervento delle associazioni ambientaliste. La dott.sa Beretta di«Italia nostra» si è mostrata in accordo con le misure prese dagli enti regionali, provinciali e comunali ma ha espresso la convinzione che una riqualificazione dell’area Lombarda Petroli dovrà assolutamente evitare nuove colate di cemento e speculazione. Alessia Sacchetti, in rappresentanza del wwf, costituitosi insieme alla provincia di MB parte civile nel processo, ha sottolineato l’importanza di mantenere un approccio costruttivo e ha invitato tutti i partecipanti a non abbassare la guardia sull’argomento. «Firmeremo anche noi il contratto fiume Lambro, ha concluso, e ci applicheremo affinché venga approvato un progetto di sviluppo più concreto ed ecologico».

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