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Arcore, la “croce” di Boscardin divide: Pd, toglietela. Pdl, ne siamo orgogliosi

16 Ottobre 2010

Inaugurazione_scultura4-mbNon c’è pace per la “Croce” di Lucio Boscardin. L’opera, posata domenica scorsa in piazza Vela ad Arcore, continua a generare polemiche sia tra i cittadini che tra le parti politiche. Il Pd ha reso noto sul suo blog che avanzerà una mozione in consiglio comunale per chiedere lo spostamento della scultura in una sede diversa da quella della piazza del Comune.

Raccolto quindi il guanto di sfida lanciato dal presidente del consiglio comunale Alessandro Ambrosini che, in seguito alle lamentele dell’opposizione, aveva invitato i  membri del Pd “ad assumersi le proprie responsabilità (testuali parole, ndr) ed avere il coraggio di richiedere lo smantellamento dell’opera”, il Pd pare che in sede ufficiale contesterà la scultura di Boscardin fino a richiederne lo spostamento.

Numerosi i punti contestati dal Pd per voce del segretario Mollica Bisci: “nessuno di noi è stato ambrosiniinterpellato, il consiglio non era a conoscenza della decisione e non sono note le motivazioni della collocazione di un’opera dai forti connotati religiosi in quel determinato contesto – e aggiunge –  Per questo presenteremo una interrogazione in consiglio comunale. Non contestiamo l’opera in sè, ma le modalità”.

Non si fa attendere la risposta di Ambrosini: “tutto si è svolto secondo le procedure regolari, l’opera è una donazione dell’artista, Lucio Boscardin, e il consiglio non doveva essere interpellato. Rivendico orgogliosamente la mia scelta”.

Provocatorio il messaggio di Fausto Perego, consigliere del Pd: “l’arte non si può censurare, tuttavia la mossa del Pdl sembra solo una strumentalizzazione politica e propagandistica falsa e di cattivo gusto. Una bassezza in vista delle prossime elezioni”.

E quanto accaduto nelle ultime ore sembra smentire le parole di Vittorio Perrella: “mi sembrano polemiche sterili – spiega l’Assessore alla Cultura – non si deve caricare l’opera di significati religiosi o politici”. Ma a sottolineare il varoler valore politico e simbolico  ci pensa Mollica Bisci, ribadendo che “la religione non e’ proprieta’ della politica, per questo nella piazza di un comune laico non è tollerabile un’opera di tale natura”. Ricordiamo che l’opera ha come titolo “Ognuno porta e rispetta la sua croce” e la forma suggerisce quella di un Cristo sul Golgota.

Intanto non si placa il popolo del web, tra i primi, in realtà, a manifestare il dissenso. Molti i messaggi giunti al nostro giornale che riprendono i cinque punti del volantino distribuito domenica, definendo in sintesi l’opera “brutta, infantile, riciclata e inutilmente confessionale”.

Non manca qualche commento positivo, soprattutto sulla nostra pagina di facebook, che vede nell’opera “un modo per riaffermare la nostra fede e la nostra cultura”.

Inaugurazione_scultura2_MBSoddisfatto, invece, il diretto interessato Lucio Boscardin, che in quanto artista e provocatore, non perde l’occasione per alimentare la polemica: “Quelle del volantino sono tutte coglionate (testuali parole, ndr), – commenta l’autore di Camparada – le polemiche non possono che rendermi felice e farmi pubblicità. Di tutto il resto me ne frego, anzi rivendico il significato religioso e critico, ancora una volta, la decisione della Corte di Strasburgo di vietare di appendere crocifissi nelle nostre scuole”.

Boscardin risponde anche alle accuse di mancata originalità: “troppo somigliante alla mascotte di Italia 90? L’ho fatto apposta. Il “Ciao” è un simbolo internazionale, come internazionale è il significato della mia ‘Croce’”.

Ma a ben guardare, la scultura di Boscardin sembra essere nata proprio sotto una cattiva stella: prima di approdare sui lidi arcoresi, era stata apertamente rifiutata dal comune di Lesmo per  “motivi economici e per il rifiuto da parte del parroco di Lesmo”, spiega il Sindaco Marco Desiderati (Onorevoile della Lega Nord), adesso è la volta della diatriba arcorese.

Decisioni rinviate al consiglio comunale, per una questione che sembra prossima all’epilogo, ma che lascerà strascichi sul già teso clima politico cittadino.

{xtypo_rounded2} L’episodio goliardico: aggiunte due palle da Tennis al Ciao
E nella notte tra venerdì 15 e sabato 16 ottobre c’è chi ha pensato di fare il primo scherzo alla “croce” dicroce_con_palline_da_tennis_-_arcore Lucio Boscardin. Ignoti hanno collocato all’altezza del bacino del “Ciao” due palline da tennis. Un chiaro richiamo anatomico alle parti genitali maschili. Uno scherzo, quindi fatto ai danni dell’opera il cui titolo è “Ogni uomo porta e rispetta la propria croce”, una sorta di “Ciao” dell’italia anni ’90 declinato religiosamente che però suscita nei passanti le più diverse reazioni: c’è chi si fa il segno della croce in segno di rispetto, ma c’è anche chi con ironia e goliardica scaramanzia si mette le mani in tasca. Le palline da tennis già nella tarda mattinata sono state rimosse. {/xtypo_rounded2}

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