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Monza, il San Gerardo in prima fila per la lotta contro i tumori

22 Settembre 2010

oncologia-conf-sgerardoIl San Gerardo centro di eccelleza per la lotta contro il tumore. Da più di un anno l’Oncologia medica dell’ospedale monzese sta mettendo a punto terapie innovative per nuovi pazienti e buona parte del merito è dell’ufficio di Ricerca clinica, un gruppo di dottori, manager, infermieri e segretarie che si dedicano a progetti di ricerca indipendente auto – finanziati, grazie ai quali vengono messe a punto nuove cure che stanno anche riscuotendo l’attenzione della comunità medica degli Stati Uniti.

“Siamo una squadra di medici che ogni giorno cerca di vincere la guerra contro il cancro – ha esordito il professor Paolo Bidoli, capo dell’ufficio – . Il messaggio che vogliamo inviare ai pazienti che abitano nel nostro territorio è che oggi non è più necessario migrare presso istituti di ricerca a Milano e all’estero.

Monza-ospedale-San-Gerardo_MBInfatti, al San Gerardo è possibile usufruire dei migliori trattamenti oggi disponibili in Europa. Monza, insieme a pochi altri centri italiani, grazie a protocolli terapeutici innovativi, è in grado di garantire un controllo della malattia in un 20-30% di pazienti che non avrebbero alcuna opzione terapeutica con le terapie standard sinora disponibili”.

I dati parlano di un aumento di pazienti pari al 21,3% e in tre anni di gestione sono stati elaborati 33 protocolli di ricerca. Sfruttando i nuovi farmaci biologici l’ufficio è anche riuscito a selezionare terapie ad hoc per ogni singilo paziente. “I risultati più stimolanti derivano dalla possibilità di analizzare il profilo genomico dei singoli pazienti in modo da identificare per ciascuno il farmaco in grado di ottenere le migliori risposte. – ha commentato il professor Bidoli – A questo riguardo abbiamo in programma a breve una collaborazione con l’Istituto Oncologico di Badalona (Barcellona) diretto da Rafael Rosell, considerato il pioniere in questo settore”.

spata-bidoliLa ricerca che fino a ora sta suscitando maggiore attenzione, anche oltre oceano, è quella che ha portato alla somministrazione di farmaci “vecchi”. “Per farmaci vecchi – spiegano gli esperti del pool di ricercatori -, intendiamo medicinali tradizionali, per lo più degli anni Novanta, che in modo combinato possono contenere in modo sensibile gli effetti collaterali della chemioterapia”.

La nuova cura sarà utilizzata su14 pazienti donne con età media di 65 anni colpite dal tumore al seno, che altrimenti non rivecerebbero nessun tipo di terapia. Il lavoro sarà presentato (e premiato per l’idea) al prossimo congresso mondiale sulla patologia mammaria in programma a dicembre a San Antonio, in Texas.

In foto: sopra conferenza “Nuove prospettive per la cura dei Tumori” presso l’ospedale San Gerardo da sinistra: dottoressa Marina Cazzaniga (per la patologia mammaria e gastroenterica), Diego Cortinovis (per quella mediastino-polmonare, urologica, del cavo orale e cutanea), Giuseppe Spata direttore generale dell’azienda ospedaliera e Paolo Bidoli direttore dell’Oncologia Medica.
A sinistra: l’azienda Ospedaliera San Gerardo
Sotto:
Giuseppe Spata e Paolo Bidoli

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