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Desio, infiltrazioni malavitose. Veltroni: «Chi sa parli».

18 Settembre 2010

Veltroni_a_Desio_17_09_10«Le organizzazioni malavitose non sono un problema regionale», con queste, e altre parole, Walter Veltroni, ex leader del partito democratico nonché fondatore dello stesso, ha calamitato l’attenzione dei molti desiani che hanno affollato la sala consiliare del comune di Desio, venerdì 17 settembre, per un incontro pubblico sulle infiltrazioni delle ‘ndrine in Brianza.

I fatti dello scorso 13 luglio, quando oltre 300 persone affiliate con l’ndrangheta sono state arrestate in Italia, di cui circa 50 tra Desio, Seregno, Giussano e Verano Brianza, sembrano avere risvegliato una certa coscienza collettiva specialmente tra i più giovani. Molti, infatti, gli under 30 presenti in sala e, in rappresentanza dei giovani democratici di Desio, la portavoce, Roberta Donà, ha aperto l’incontro sottolineando come «la riscossa civica debba partire dalle nuove leve».

È toccato poi a Roberto Corti, consigliere comunale e capogruppo del Pd a Desio, definire la città «infetta» e accelerare ulteriormente chiedendo le dimissioni del sindaco Giampiero Mariani perché, ha specificato Corti, «Tutti sanno tutto e i cittadini pretendono un riscatto».

Si è accodato Enrico Brambilla, segretario provinciale, ora anche consigliere regionale, ricordando i troppi morti a causa della malavita e annunciando nuove iniziative a carattere brianzolo, come una fiaccolata in programma nelle prossime settimane in alcuni paesi della provincia.

Quindi, finalmente, l’ospite più atteso. Introdotto dai copiosi applausi dei presenti, Walter Veltroni ha esordito ricordando il sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, recentemente freddato dalla malavita organizzata.

«L’ndrangheta, la Mafia e la Camorra – ha avvertito Veltroni, oggi componente della commissione antimafia – hanno ormai lasciato i loro territori storici e stanno invadendo il nord Italia. Il sindaco di Desio, in tempi non sospetti, ha addirittura affermato che la mafia in Brianza non esiste, salvo, poi, essere smentito dagli ultimi fatti estivi che hanno catapultato le città verso una cruda realtà dei fatti. I malavitosi sono come delle metastasi, entrano nel tessuto civile di una comunità in sordina e, una volta dentro, attaccano il cuore della collettività con i loro strumenti di potere: denaro e protezione. La chiave per combatterli è la solidarietà civica, le forze dell’ordine sono straordinarie ma, purtroppo, spesso non bastano, occorre essere forti e portare alla riflessione gli amministratori delle città. Quando la politica è debole, infatti, la malavita galoppa e ancora di più nelle piccole realtà, dove un pugno di voti, dove una famiglia, può realmente determinare la vittoria o la sconfitta di un partito e di un candidato. Mi appello al sindaco Mariani: se c’è anche il minimo dubbio di penetrazioni criminali non si può e non si deve restare fermi aspettando che queste persone danneggino la vita della comunità. Chi sa parli: è un impegno per la verità».

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