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Desio, affari e potere: il consigliere Marrone mette nero su bianco una lettera “esplosiva”

7 Settembre 2010

Una lettera incendiaria quella che nei giorni scorsi ha “autografato” Natale Marrone, consigliere comunale dimessosi dal Pdl per diventare indipendente dopo le intercettazioni legate all’inchiesta anti-ndrangheta in cui si rivolgeva, invano, a uno dei boss desiani per dare una sistemata all’ex capo dell’ufficio tecnico Rosario Perri.

Una lettera che è rimbombata nell’ultimo consiglio comunale, facendo tremare i muri, per voce della minoranza, visto che lo stesso Marrone era assente “per motivi famigliari”. Una paginata piena di accuse, in primis al sindaco Giampiero Mariani, che quest’ultimo ha portato dritta ai carabinieri, affinché ne valutino il contenuto. Già, perché si parla di scelte urbanistiche dubbie, di affari poco chiari, della necessità di “vigilare attentamente sulle scelte future – scrive – con particolare riguardo alle alienazioni che il comune va operando, per evitare di scoprire, magari dopo, che alcune di esse sono state fatte per pagare conti elettorali sospesi” (a questo proposito, è appena stata stralciata dal Piano delle alienazioni una area al confine con Cesano a rischio di appetiti in personaggi toccati dall’inchiesta contro la malavita). Un documento che continuerà a far parlare, a cui il sindaco ha replicato affermando che “il consigliere Marrone farebbe bene prima a vedere la sua fedina penale”, scatenando un ulteriore putiferio sui casellari giudiziari dei vari membri del governo cittadino.

{xtypo_rounded2} Ecco il testo integrale della lettera

«Premetto che avrei preferito partecipare alla seduta di Consiglio comunale del 2/09/2010 e spiegare a voce le considerazioni e le scelte che seguono, ma motivi familiari me lo impediscono e me ne scuso. Tutti Voi siete a conoscenza delle notizie apparse sulla stampa locale nei miei riguardi e tutti sapete che a fronte di tali notizie e comportamenti ho porto le mie più ampie scuse significando tutto il mio rammarico in termini reali e concreti cioè dimettendomi in via irrevocabile dall’incarico di Coordinatore Vicario del PDL cittadino e dal collegio di segreteria del consiglio comunale, con chiarezza e senza infingimenti.

Nonostante ciò, rilevo che la mia posizione viene tuttora evidenziata nel tentativo di rinviare od evitare le risposte che la popolazione attende. Risposte necessarie quali: il perché politico di importanti scelte della passata amministrazione su modificazioni urbanistiche che non possono essere giustificate dalla necessità da parte del comune di incassare qualche milione di euro per risanare il bilancio; risposte su altre scelte del PGT che hanno portato al sequestro di numerose pratiche da parte dell’autorità giudiziaria e le risposte che riguardano i meccanismi e le scelte amministrative che hanno generato le difficoltà finanziarie in cui il comune attualmente versa.

Risposte e segnali che, ad oggi, non sono stati dati e che non possono essere sostituiti da manovre di facciata come lo spostamento di 1 metro cubo di terra che giaceva in via C. Villa o dalla richiesta di rimpasto di una giunta appena insediata. Queste risposte, se si vuole davvero dare un segnale di discontinuità, qualcuno dovrà darle: non tocca a me, non posso perché non so e non c’ero; certamente toccherebbe intanto al Sindaco. Ed ancora tocca al Sindaco spiegare se e quali sono stati i tentativi od i reali condizionamenti poco chiari e poco legali che hanno orientato l’amministrazione negli ultimi 5 anni: non si può pensare di essere credibili dichiarando semplicemente che l’amministrazione è pulita. Se lo è e lo spero, bisogna dimostrarlo con fatti e scelte di discontinuità chiare e comprensibili a tutti.

Tocca anche al consiglio comunale tutto, ed io, come spiegherò meglio appresso, resto in consiglio comunale anche per questo, vigilare attentamente sulle scelte future, con particolare riguardo alle alienazioni che il comune va operando, per evitare di scoprire, magari dopo, che alcune di esse sono state fatte per pagare conti elettorali sospesi. Io non sono indagato, non ho collusioni di potere alcuno, non ho responsabilità alcuna sulle attuali difficoltà politiche e finanziarie del comune e non sono disponibile a sottomettermi a ricatti perché non sono ricattabile: non ho interessi su operazioni urbanistiche passate o presenti e non ho, come è evidente, rapporti di continuità di interessi col potere vero e neppure tanto occulto di questa città.

Per le mie colpe, quelle vere e che mi pesano, ho chiesto scusa, ho fatto scelte conseguenti e sto pagando ancora. Per questo non sono disponibile a farmi cancellare dalla politica come consigliere comunale, per questo e per il rispetto che devo ai miei elettori.

Ritengo invece di continuare a svolgere la mia funzione di rappresentanza e controllo in ambito consiliare da indipendente, per il rispetto che devo al mio partito del quale rimango a disposizione, autosospendendomi, ma anche riservandomi di gestire il mio voto secondo coscienza e, comunque sia, mai per avallare operazioni di maquillage politico (meglio: “fumo negli occhi”) come quelle cui la cittadinanza va assistendo in questi giorni».

In fede

Natale Marrone {/xtypo_rounded2}

 

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