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Desio, ruspe rimandate a settembre per la villa abusiva dell’ex assessore Pdl

27 Agosto 2010

Una proroga di un mese concessa per motivi “sociali”, per il caso umano della signora disabile che vi abita. Poi, assicura il sindaco Giampiero Mariani, non ci saranno più proroghe, non ci saranno più sconti. Questo è quanto ha deciso il Comune di Desio in merito al caso della villa abusiva realizzata dai fratelli Reitano di Cusano Milanino in via Ferravilla di Desio (Antonino era assessore all’Ambiente a Cusano, prima di essere cacciato dal sindaco per la vicenda in terra brianzola).

Giovedì mattina l’annunciato piano per l’abbattimento è partito, fra uno schieramento di carabinieri, vigili, ambulanza che ha accompagnato la ruspa “convocata” dall’Amministrazione. Ma la famiglia, in massa e con le auto, si è messa a protezione dell’edificio, di oltre 200 metri quadri, molto basso per non dare nell’occhio: all’arrivo del sindaco e delle forze dell’ordine si sono fatti avanti Antonino Reitano e il suo legale, che hanno chiesto la proroga. Alla fine, dopo una mezzora di trattative, e fra circa 150 cittadini accorsi per curiosità, la proroga è stata concessa. “Ma non vedete in che condizioni sono? Perché fra cento abusi a Desio devono iniziare ad abbattere proprio questa?”, ha lamentato la signora Giuseppina, ex moglie dell’assessore, costretta da una malattia all’amputazione di tutte e due le gambe. “Un mese per spostare i mobili e tutto il resto, poi procederemo”, ha spiegato il sindaco. Ma la ruspa ha già iniziato a lavorare abbattendo tutte le pertinenze non residenziali nel giardino. Non è da escludere che alla fine gli stessi proprietari decidano di buttare giù la costruzione spontaneamente.

{xtypo_rounded2} Ecco la ricostruzione della vicenda fatta dal Comune

L’accertamento dell’abuso è avvenuto, ad opera della Polizia Locale, in data 16.4.2004. In tale occasione è stato rilevato che l’opera abusiva insisteva sulla medesima area su cui, nel 1999, ebbe ad essere accertato e sanzionato (ingiunzione di demolizione del 12.1.2000) altro manufatto abusivo sostituito integralmente da quello rilevato appunto il 16.4.2004.

La domanda di sanatoria (condono previsto dal D.L. n. 269/2003) è pervenuta il 10.5.2004 ed ha prodotto la sospensione obbligatoria del procedimento sanzionatorio in attesa della definizione di quello di sanatoria. Complessivamente sono pervenute al Comune 710 domande di condono; l’avvio dell’esame delle domande è stato reso più laborioso per la necessità di attendere, dopo la sentenza n. 196 resa in data 24-28.6.2004 della Corte Costituzionale e dopo il decreto legge n. 168/2004, la legge regionale n. 31 del 3.11.2004. La quantità delle domande e la complessità di molti accertamenti hanno ostacolato la conclusione della procedura cui il Comune ha fatto fronte provvedendo, contemporaneamente, all’ordinaria attività d’ufficio.

L’esame della specifica domanda è stato aggravato anche dalle particolari ragioni di cui è dato conto nel preavviso di diniego del 9.10.2006, cui ha fatto seguito il diniego definitivo del 13.11.2006.

Il 18.3.2008, non essendo nel frattempo intervenuta l’impugnativa del diniego di condono, è stato dato avvio al procedimento sanzionatorio con atto n. 10455 del 12.3.2008, che è stato impugnato con ricorso al TAR Lombardia n. 1303/08 notificato il 18.5.2008; il ricorso è stato promosso dal signor Antonino Reitano, proprietario di un lotto, e dai signori Antonina Pugliese e Giuseppe Reitano, proprietari di un lotto adiacente. Il Comune si è costituito, producendo i necessari documenti, il 25.6.2008.

Nonostante il ricorso, la procedura sanzionatoria è proseguita con l’individuazione dei beni da acquisire in caso di mancata ottemperanza all’emananda ingiunzione di demolizione. L’individuazione è avvenuta con deliberazione C.C. n. 74 del 15.10.2008.

L’ingiunzione a demolire è stata notificata il 26.3.2009.

Trascorso il termine assegnato, la Polizia Locale ha accertato l’inottemperanza; la pratica è quindi passata al Servizio Demanio che, previa la notifica del relativo verbale, ha curato la trascrizione dell’accertamento dell’inottemperanza per il trasferimento al Comune della proprietà del manufatto abusivo e delle sue pertinenze. La trascrizione è avvenuta il 3.6.2010.

A questo punto il Servizio LL.PP. ha provveduto ad appaltare i lavori di demolizione del fabbricato per un importo di 20.000 euro.

La vicenda è analoga a quella di molti altri abusi edilizi, oggetto o meno di domanda di condono edilizio.

Gli atti sopra richiamati sono a disposizione di quanti, avendone interesse, facciano richiesta di accesso.
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