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Vimercate. Bames-Sem, continua l’agonia dei lavoratori dell’ex-Celestica

22 Luglio 2010

bames-21-07-10Erano 870 lavoratori e la Bartolini progetti presentò nel marzo 2006 un piano industriale che prevedeva l’aumento dei posti di lavoro fino a 1350 unità. Ad oggi sono rimasti 626 lavoratori di cui 300 in cassa integrazione straordinaria. Stiamo parlando dei lavoratori di Bames e Sem e del comparto ex-Celestica.

Dopo un inverno “caldo” che ha portato alla stesura di un piano industriale da parte di Bartolini per il reintegro di 45 lavoratori in luglio, ora questi reintegri non ci saranno e si prevede che ulteriori 40 lavoratori non rientreranno entro dicembre 2010.

«Siamo per l’ennesima volta fuori dai cancelli della Bames-Sem a Vimercate per dimostrare la nostra rabbia per un piano industriale non rispettato dalla proprietà – affermano i rappresentanti RSU di Bames e Sem – ci sono 40 persone a zero ore da febbraio che dovevano essere reintegrate a luglio ma questo non avverrà. I lavoratori in cassa integrazione della Sem sono senza stipendio da febbraio. Abbiamo dei grossi dubbi sul gruppo dirigente della Bartolini progetti, che quindi o è incapace di stilare un piano industriale serio o è in malafede. Da quando il gruppo Bartolini si è insediato a Vimercate la situazione occupazionale sta sempre più peggiorando, e si rischia di perdere professionalità che hanno acquisito le proprie competenze dopo anni di lavoro».

Destino simile per la società Multivendor service che – come quanto riportato dal quotidiano on-line Roma today –  acquistata nell’aprile del 2009 dalla “Bartolini progetti” ha portato ad ottobre dello stesso anno alla richiesta di licenziamento di tutti i 31 lavoratori della sede di Roma.

«Chiediamo che si apra un tavole delle trattative insieme a Regione Lombardia, la provincia di Monza e Brianza, il comune di Vimercate, il distretto hi-tech Vimercate, l’associazione industriali di Monza e la Fim-cisl e la Fiom-cgil – affermano i rappresentati sindacali – non è possibile che Bartolini usufruisca del denaro pubblico senza poi reindustrializzare e far tornare al lavoro i lavoratori in cassa. Gli bames--21-07-10ammortizzatori sociali dovrebbero essere una soluzione di tamponamento, non una più o meno lunga agonia verso il licenziamento».

Intanto nei mesi scorsi il comune di Vimercate ha ricevuto da parte della Bartolini una richiesta di riperimetrazione del sito per permettere nuovi insediamenti industriali: il terreno richiesto sarebbe quello posto a sud dell’attuale sito produttivo, verso l’abitato di Oreno, che andrebbe a scalfire terreni agricoli facenti parte del neonato “Parco sovracomunale della Cavallera”.

«Il comune di Vimercate rispetto alle richieste di ampliamento ricevute è pronto a una trattativa nel momento in cui Bartolini presenterà i nomi delle aziende, i lavoratori previsti nel nuovo sito, dando garanzie per iscritto che tutto ciò avvenga – afferma il consigliere provinciale del Pd Vittorio Arrigoni, che per anni è stato nell’amministrazione della città – Fino ad ora non sono state date garanzie che le aziende che andranno ad occupare i nuovi capannoni possano riassorbire parte dei lavoratori in cassa, e questo potrebbe essere uno dei punti fondamentali della trattativa. Riguardo alla provincia di Monza, devo essere sincero, affermando che il presidente Allevi e la sua giunta non si stanno muovendo a dovere: ad oggi la provincia non ha preso iniziative in concreto per salvaguardare il sito di Vimercate anche dopo diverse sollecitazioni alcune delle quali fatte da me in prima persona».

In foto: in alto i rappresentanti sindacali – a destra: la distribuzione dei volantini informativi

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