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Monza. Sentenza esemplare: condannato a 4 anni per stalking

13 Luglio 2010

violenza_in_famiglia_2La perseguitava e picchiava, minacciando di morte anche i suoi familiari. Arrestato a dicembre a seguito dell’ultima denuncia, dovrà scontare quattro anni di carcere per stalking e maltrattamenti in famiglia, oltre a dover tornare dritto in Albania a fine pena.

K.M., commerciante 36enne di Lissone aveva conosciuto Z. nel 2007, poco dopo la fine del suo matrimonio. La donna, che con l’ex marito aveva conservato un ottimo rapporto, viveva con i due figli, di 16 e 10 anni. Il giovane albanese, gestore di due panetterie nel comune brianzolo e documenti in regola, aveva tutta l’aria della persona per bene. Dopo una corte serrata di qualche settimana, i due si erano innamorati e in poche settimane avevano ufficializzato il loro legame, con il benestare dei figli della donna. Z., ogni tanto, si fermava anche a dormire a casa della compagna, anche se di fatto non si è trasferito a casa sua. Nel 2008 però, in occasione di una visita dell’ex marito ai bambini, Z. ha improvvisamente perso la testa. Dopo aver visto la sua donna in compagnia dell’ex coniuge, il 33enne ha letteralmente perso la testa, aggredendoli e picchiandoli entrambi.

Immediatamente dopo la furiosa aggressione, K.M. ha messo fine alla relazione, spiegando all’uomo di non poter vietare ai suoi bambini di vedere il padre per assecondare le sue fobie. Da quel momento però, la donna non ha più avuto pace. Minacciata di morte e pedinata di continuo, K.M. non riusciva a liberarsi dell’ex compagno che, in più occasioni, l’ha anche aggredita sul posto di lavoro, malmenando alcuni suoi collaboratori intervenuti per aiutarla. Terrorizzata dall’idea che Z. potesse far male ai suoi figli o ai suoi genitori, come più volte minacciato via sms o via telefono, la donna ha taciuto la sua condizione per mesi, fino a dicembre 2009.

Dopo averla aspettata sotto casa, la mattina presto, l’amante respinto l’ha aggredita alle spalle picchiandola selvaggiamente tanto da renderle il volto una maschera di sangue ed obbligandola a farsi suturare la fronte in ospedale. Spaventata e ormai esausta, la donna ha quindi deciso di depositare la querela per Stalking che con il suo legale aveva pronta da tempo. In poche ore, su richiesta del Pm Alessandro Pepè e convalida del Gip, la sua denuncia si è tradotta nell’arresto del suo molestatore. Ieri mattina il Tribunale di Monza ha espresso la sentenza, condannando Z. a quattro anni di carcere.

“Sono soddisfatta, è stato un processo umanamente difficile e in più di un’occasione ho pensato di testimoniare anche io – dichiara l’avvocato della vittima, Monica Gnesi – ma i racconti della figlia e degli amici della mia assistita non hanno lasciato spazio ai dubbi. Quell’uomo è socialmente pericoloso. La decisione del Tribunale deve servire da stimolo per tutte quelle donne che hanno paura di denunciare”.

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