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L’UE consulta i cittadini sul futuro delle pensioni

20 Luglio 2010

In tempo di crisi, il tema delle pensioni preoccupa un po’ tutti: i cittadini, i lavoratori e le istituzioni. La Commissione europea ha appena aperto un dibattito pubblico sui modi per garantire pensioni adeguate, sostenibili e sicure e sulle migliori possibilità che ha l’UE di sostenere gli sforzi nazionali.

Invecchiamento della popolazione e crisi economica hanno posto i sistemi pensionistici esistenti sotto un’enorme pressione. Il documento europeo di consultazione, un Libro verde, pone una serie di domande e invita tutte le parti interessate a comunicare osservazioni, opinioni e idee per affrontare il problema e proporre soluzioni. Promotori dell’iniziativa i commissari europei Olli Rehn (Affari economici e monetari), Michel Barnier (Mercato interno e servizi) e László Andor (Occupazione e affari sociali).

“Entro il 2060 si prevede che il numero di pensionati in Europa raddoppi rispetto a quallo di quanti finanziano le loro pensioni – ha dichiarato Andor -. La situazione attuale è semplicemente insostenibile. Occorre verificare attentamente l’equilibrio tra periodi lavorati e periodi trascorsi in pensione”. Da una recente indagine Eurobarometro è emerso che il 73% dei cittadini dell’Unione si aspetta chiaramente prestazioni pensionistiche ridotte o ritiene di dover posticipare la propria pensione o risparmiare di più per la vecchiaia. Il 54% teme che il proprio reddito durante la vecchiaia sia insufficiente a garantire una vita dignitosa.

La scelta è fra pensionati più poveri, contributi pensionistici più elevati o un maggior numero di persone che lavorano di più e più a lungo, e l’Europa ha sempre contribuito a garantire che la vecchiaia non sia sinonimo di povertà. Il Libro verde esamina il quadro pensionistico europeo in modo completo su temi come il prolungamento della vita attiva, il mercato delle pensioni e la loro mobilità attraverso l’UE, le lacune della normativa, il futuro regime di solvibilità per i fondi pensione, il rischio di insolvenza dei datori di lavoro, un processo decisionale informato e la governance a livello dell’Unione.

Nel 2008 erano quattro le persone in età lavorativa (15-64 anni) per ogni cittadino UE di 65 anni o più. Entro il 2060 tale rapporto diventerà di due ad uno. Tra le questioni, l’equilibrio tra lavoro e pensione e facilitare il prolungamento della vita attiva, l’eliminazione degli ostacoli per le persone che lavorano in diversi paesi dell’UE, la sicurezza e la trasparenza delle pensioni.

Il periodo di consultazione durerà quattro mesi, fino al 15 novembre 2010, sul sito: http://ec.europa.eu/yourvoice/ipm/forms/dispatch?form=pensions. La Commissione europea analizzerà poi tutte le risposte ottenute e considererà le migliori linee d’azione per il futuro con cui affrontare queste problematiche a livello UE.

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