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Le reazioni dalla Brianza al blitz dei carabinieri. Gli artigiani: “Più attenzione alle infiltrazioni negli appalti”

15 Luglio 2010

CarabinieriSconcerto, stupore e soddisfazione: sono questi gli stati d’animo più diffusi del mondo politoco ed economico della Brianza di fronte al maxi blitz dei carabinieri contro la ‘ndrangheta. I numeri dell’operazione hanno fatto emergere un quadro grave, dove la commistione fra malavita e società civile è molto più radicata di quello che si potesse pensare e oltre ai commenti, sono anche emerse delle proposte, come quella dell’Unione artigiani della Brianza che per combattere le infiltrazioni della malavita negli appalto pubblici ha chiesto che i lavori più piccoli o quelli ad alta specializzazione vengano affidati alle società brianzole.

“L’operazione dice il vicepresidente del Consiglio regionale, Filippo Penati – segna un punto fermo nella lotta alle infiltrazioni criminali nelle istituzioni e questo è un passaggio fondamentale per bloccare un processo che, non si può più negare, vede stringere legami sempre più stretti tra criminalità organizzata e amministratori locali. La Lombardia è ormai terra di conquista dell’ndrangheta. Va difesa, tutelata. Istituzioni e politica non possono restare a guardare il dilagare del crimine organizzato. Combatterlo è il primo dovere”.

Soddisfatto anche il presidente della Provincia, Dario Allevi, che aggiunge: “Questa è sicuramente un’operazione senza precedenti. Mi auguro che sia la punta di un iceberg in grado di minare un sistema criminale ben strutturato come quello della ‘ndrangheta. Dobbiamo continuare a tenere alta la guardia”. Caustici i responsabili locali del Prc: “Possiamo dire con certezza che, dopo questa operazione Antimafia in Lombardia e in Brianza, la padania della lega nord assomiglia più al lato oscuro della bella Calabria che ad un lander tedesco”. A questo punto, però, per Daniele Cassanmagnago, portavoce provinciale Sinistra Ecologia Libertà, la palla passa alla politica: “E proprio la politica deve rompere gli indugi. La lotta alle mafie va fatta sì con la repressione di ogni fenomeno da parte delle forze dell’ordine, ma anche attraverso la diffusione della cultura della legalità e di una pratica politica trasparente. La Brianza è un territorio assediato. Consumo di suolo (l’edilizia e la movimentazione terra sono le principali fonti di investimento delle mafie), grandi opere ed Expo 2015, rifiuti e discariche illegali, racket e usura, esercizi commerciali e droga: la ‘ndrangheta non si fa mancare nulla nella nostra provincia”.

Per il Pd, invece, è arrivato il momento di reclamare con decisione il pacchetto sicurezza: Prefettura, Questura e comandi provinciali di carabinieri e finanza. “Non bisogna abbassare la guardia – dice Gigi Ponti, capogruppo in Provincia del Pd -. E necessario che tutto il territorio brianzolo, a partire dalla nuova Provincia, chieda al governo ciò che ancora le spetta, dall’istituzione della prefettura, i cui decreti attuativi sono ancora chiusi nel cassetto del ministero dell’Interno, alla questura e al potenziamento delle forze dell’ordine e della guardia di finanza”.

Infine, l’Unione artigiani, che chiede maggiore attenzione sul fronte appalti. In particolare, l’obiettivo è rivilegiare le aziende locali per contrastare le infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici. La proposta è stata lanciata da Marco Accornero, segretario generale dell’Unione artigiani di Monza e della Brianza. “Le imprese legate alla malavita possono praticare offerte irraggiungibili per le aziende sane e oneste – dichiara Accornero -. Per questo chiediamo che nei piccoli appalti pubblici o di elevata specializzazione vengano preferite le aziende locali e che comunque vengano scartate le aziende che propongono prezzi eccessivamente ribassati rispetto al prezzo base previsto dal bando di gara”.

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