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Dall’Europa 6,4 miliardi di euro per la ricerca: il più grande bando di sempre. Favorite le PMI

23 Luglio 2010

La Commissione europea ha stanziato quasi 6 miliardi e 400 milioni di euro per gli investimenti per la ricerca e l’innovazione. Questo pacchetto, il più cospicuo di tutti i tempi (l’incremento sull’anno passato è del 12%), interessa un ampio spettro di discipline scientifiche, politiche pubbliche e settori commerciali. Competitività delle imprese, progresso scientifico, lotta al cambiamento climatico, sicurezza energetica e alimentare, nonché sanità e invecchiamento della popolazione: sono molti i temi d’intervento del nuovo pacchetto. Previsione: creare oltre 165 000 posti di lavoro in tutta l’UE. Protagonista, il Settimo programma quadro per la ricerca europea: http://ec.europa.eu/research/fp7/index_en.cfm.

Circa 16.000 partecipanti provenienti da enti di ricerca, università e industria, tra cui circa 3.000 piccole e medie imprese, riceveranno un finanziamento dai bandi che saranno pubblicati nel corso dei prossimi 14 mesi. I primi sono partiti il 20 luglio. Anche su Facebook si scoprono i dettagli dell’iniziativa http://www.facebook.com/innovation.union.

Il quadro è quello della strategia europea di crescita “Europa 2020”. La commissaria europea alla ricerca Máire Geoghegan-Quinn ha dichiarato: “investire nella ricerca e nell’innovazione è l’unico modo intelligente e durevole per uscire dalla crisi e dirigersi verso una crescita sostenibile e socialmente equa. Questo pacchetto europeo contribuirà a creare prodotti e servizi nuovi e migliori, un’Europa più concorrenziale e più verde, nonché una società migliore, con una qualità della vita più elevata”.

Ad esempio, gli stanziamenti per la sanità ammontano a oltre 600 milioni di euro. 1,2 miliardi di euro sono destinati ad approfondire la ricerca sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, che consentiranno alla Commissione di rispettare gli impegni appena intrapresi con l’Agenda digitale europea. Oltre 1,3 miliardi di euro sono destinati agli scienziati più creativi selezionati dal Consiglio europeo per la ricerca. Un esempio finanziato un anno fa: la macchina elettrica senza conducente realizzata dall’équipe del professor Broggio dell’Università di Parma, che è appena partita da Milano per raggiungere Shangai in Cina nel quadro della spedizione Overland. Infine, le borse per la mobilità di 7 000 ricercatori altamente qualificati erogate dalle Azioni Marie Curie, per un importo pari a 772 milioni di euro.

Le PMI ricevono un’attenzione prioritaria, poiché costituiscono la spina dorsale dell’innovazione europea e rappresentano il 99% delle imprese dell’Unione. Esse riceveranno quasi 800 milioni di euro e, per la prima volta, in molte aree si provvederà a stanziare dotazioni ad hoc. Nei settori della sanità, della bioeconomia basata sulla conoscenza, dell’ambiente e delle nanotecnologie la partecipazione delle PMI dovrà rappresentare il 35% dello stanziamento complessivo.

Nella ricerca medica, circa 206 milioni di euro, ossia un terzo della dotazione complessiva per il 2011, saranno destinati a test clinici sollecitati dai ricercatori, al fine di commercializzare più velocemente nuovi medicinali. Nel settore delle nanotecnologie, che riceve 270 milioni di euro, l’attenzione sarà concentrata sulla ricerca suscettibile di produrre brevetti e da commercializzare.

I circa 600 milioni di euro del finanziamento per le TIC sono destinati alle infrastrutture di rete e di servizio di nuova generazione, ai sistemi automatizzati, ai componenti elettronici e fotonici, nonché alle tecnologie per il contenuto digitale. Oltre 400 milioni di euro sosterranno la ricerca su sfide quali l’economia a basso tenore di carbonio, una società che invecchia, o gli impianti adattabili e sostenibili. I progetti sulla ricerca ambientale riceveranno circa 205 milioni di euro.

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