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Sostegno UE per migliorare le abitazioni dei Rom

10 Giugno 2010

I finanziamenti regionali europei potranno essere utilizzati anche per migliorare le condizioni abitative delle comunità emarginate, come ad esempio quella dei Rom. Il Parlamento europeo ha approvato la proposta della Commissione, concordata previamente da tutti gli Stati UE. I Rom in Europa sono circa 10-12 milioni di persone che spesso vivono in condizioni di estrema povertà e segregazione, una condizione che si sta aggravando negli ultimi anni.

Johannes Hahn, commissario responsabile per la Politica regionale, ha espresso il suo plauso per questa decisione: “La comunità Rom è la più grande minoranza etnica in Europa ed è spesso vittima di emarginazione, deprivazione ed esclusione sociale. Plaudo alla decisione odierna che consentirà alla politica regionale di contribuire a spezzare il circolo vizioso di cui queste comunità appaiono prigioniere. Questa iniziativa dovrebbe rientrare in un approccio globale comprendente anche interventi negli ambiti dell’istruzione, della salute, degli affari sociali e dell’occupazione.”

La legislazione sui Fondi strutturali dell’UE in precedenza era estremamente restrittiva sugli interventi abitativi, e limitata ai dodici nuovi Stati membri dell’UE, quelli dell’Europa orientale: le sole eccezioni riguardano misure di efficienza energetica ed energie rinnovabili, e per il rinnovo di condomini esistenti nelle aree urbane. Resta il fatto però che le popolazioni Rom vivono per lo più segregate in zone rurali e in case unifamiliari.

Le nuove misure estendono il campo d’intervento del Fondo europeo di Sviluppo regionale (FESR) agli interventi abitativi a favore delle comunità emarginate in tutti gli Stati dell’UE, Italia compresa. La modifica riguarda esplicitamente, anche se non esclusivamente, la popolazione Rom, e prevede la sostituzione delle case attuali nonché la costruzione di case nuove, sia in ambito rurale che urbano. Il finanziamento del FESR non è applicabile ad alloggi privati, bensì soltanto a progetti attuati dalle autorità pubbliche.

La soluzione del problema abitativo è considerata un fattore cruciale per migliorare l’integrazione dei Rom. Essa però deve rientrare in un “approccio integrato” tra autorità nazionali e regionali per affrontare altre tematiche quali l’istruzione, lo sviluppo delle abilità, l’occupazione e la salute.

I Fondi strutturali europei cofinanziano già diversi progetti rivolti alle comunità Rom, ad esempio per quanto concerne l’istruzione nella prima infanzia, l’occupazione, la microfinanza e le pari opportunità. Ad esempio, grazie a un investimento UE (1,11 milioni di euro) un nuovo progetto di risanamento urbano verrà realizzato a Nyiregyhaza, che ospita una delle maggiori comunità Rom d’Ungheria. La scuola segregata verrà abolita e si rinnoveranno le strade, i campi giochi e i servizi per l’infanzia.

Oltre ai finanziamenti disponibili tramite i programmi di politica regionale, il Parlamento europeo ha assegnato alla Commissione 5 milioni di euro per un progetto pilota sull’inclusione dei Rom nei settori dell’istruzione nella prima infanzia, del microfinanziamento e della sensibilizzazione (http://ec.europa.eu/roma)..

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