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Manovra, Formigoni: ‘rivedere i tagli’, con Anci siamo uniti

23 Giugno 2010

Consiglio-regionaleRoberto Formigoni, è tornato a sottolineare la necessità di ‘riformulare’ la manovra e di riproporzionare i tagli previsti tra tutti i livelli di Governo (Stato, Regioni, Province, Comuni), riconoscendo allo stesso tempo “la necessità assoluta della manovra a tutela dei cittadini e dell’economia del Paese”, senza mettere in discussione l’entità del provvedimento economico che “è il Governo del Paese, avendo i conti in mano, da dover stabilire”.

Così il presidente della Regione Lombardia è intervenuto ieri pomeriggio in consiglio sulla questione della manovra economica.
“Le Regioni italiane e la Lombardia in particolare – ha spiegato Formigoni – sono pronte a fare per intero la propria parte. Non vogliamo sottrarci in alcun modo alle nostra responsabilità. La stessa posizione è stata espressa dai Comuni e dalle Provinceformigoni, con cui sono costantemente in contatto”. Proprio lunedì Formigoni ha incontrato il presidente dell’Anci Lombardia, Attilio Fontana e nei giorni scorsi gli Uffici di presidenza di Anci e Upl. “Siamo uniti – ha aggiunto Formigoni – nella volontà di fare la nostra parte e allo stesso tempo di portare avanti le ragioni dei nostri cittadini. Se c’è un ente riconosciuto come virtuoso in Italia questo è Regione Lombardia che ha già diminuito in tutti questi anni la spesa pubblica, drasticamente ridotto sprechi e diseconomie e sta procedendo in questo senso. Vogliamo continuare a essere esempio di virtuosità – ha continuato Formigoni – ma vogliamo farlo in maniera appropriata e proporzionata rispetto agli altri livelli di governo. Serve riformulare la manovra e ripartire in maniera diversa i tagli per i quattro livelli di Governo ad esempio chiedendo a tutti la stessa percentuale di sacrifici”.

“Quella per migliorare la manovra è una battaglia che va combattuta insieme, perché uno solo è il territorio e l’interesse dei nostri cittadini, che dobbiamo e vogliamo difendere” – commenta Attilio Fontana fontana-attilio-anciin seguito all’incontro a Varese con il Governatore Roberto Formigoni – Se la manovra non cambierà, ma contiamo di poterla ancora migliorare tutti insieme, sui Comuni arriverà una doppia mazzata, diretta e indiretta: i tagli alle Regioni che si ripercuoteranno sui Comuni e di conseguenza sui cittadini. Molti sindaci lombardi, che non hanno sprechi da tagliare perché a differenza di altri non sprecano, saranno costretti a tagliare servizi e aumentare tariffe. Non è possibile – continua il Presidente di Anci Lombardia – che dei 16 miliardi di tagli la manovra ne faccia ricadere ben 14 sugli enti locali, mentre gli sprechi dei Ministeri non vengono praticamente neppure scalfiti. Siamo pronti a fare la nostra parte di sacrifici per il bene del Paese, ma non accettiamo che i nostri cittadini siano messi a pane e acqua, se poi vediamo che altrove si continua a pasteggiare a ostriche e champagne”.

Formigoni ha anche espresso la sua soddisfazione per il fatto che sia dal Governo sia dal Parlamento sono arrivati segnali chiari sulla necessità di riformulazione della manovra. E proprio per discutere di questo, il Governo ha convocato per questa sera il tavolo di confronto con le Regioni. “Ci aspettiamo – ha commentato Formigoni – cambiamenti significativi”. Il presidente ha anche ribadito la necessità di attuare il federalismo e il federalismo fiscale: “Noi vogliamo dare la nostra collaborazione agli altri organi di Governo perché il cammino del federalismo e del federalismo fiscale possa realizzarsi”.

{xtypo_rounded2}PD, Brambilla: “La manovra va cambiata il nostro territorio è fra i più penalizzati”

“Il nostro territorio rischia di essere uno dei più colpiti dal governo Berlusconi in Lombardia -, ha detto il consigliere regionale del Pd, Enrico Brambilla, capogruppo in Commissione bilancio e segretario provinciale – i tagli li subiranno i comuni ma anche la formazione e gli incentivi alle imprese e poi aumentaranno le tasse nel suo complesso. Enrico_BrambillaUna manovra che inoltre introduce una novità di cui pochi si sono accorti e cioè la possibilità per le imprese degli stati dell’Unione europea di impiantare aziende in Italia che saranno però sottoposte ai regimi tributari del paese d’origine e non al nostro. Il federalismo fiscale finirà nel nulla – ha proseguito Brambilla -, la manovra bloccherà i trasferimenti alle regioni già stabiliti dai precedenti governi, riducendo gli spazi di autonomia di regioni e comuni. Quanto ai tagli dei costi della politica, Berlusconi aumenta i ministri, come dimostra la nomina di Brancher al federalismo, e taglia i consiglieri comunali, di fatto i volontari della democrazia per quanto sono esigue le loro indennità”.

Presenti ieri in consiglio c’erano anche i sindaci del PD di Vimercate, Nova Milanese, Cavenago e Bellusco per manifestare la loro forte preoccupazione sulle ampie riduzioni previste a servizi indispensabili per i cittadini e l’economia del territorio.{/xtypo_rounded2}

 

 

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