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Automobili pulite ad alta efficienza energetica: parte la strategia europea

9 Maggio 2010

Incoraggiare lo sviluppo e la diffusione di veicoli puliti ed efficienti sul piano energetico è la via scelta dalla Commissione europea per aiutare l’industria automobilistica europea a rafforzare su scala globale il suo ruolo guida, impostando la sua produzione su tecnologie pulite e ad alta efficienza energetica. A proporre le nuove indicazioni è il Commissario all’industria Antonio Tajani, secondo il quale oltre a introdurre misure a breve termine per incoraggiare la ripresa del settore, bisogna scegliere una strada nel medio-lungo periodo per rafforzare la competitività dell’industria automobilistica europea. Il quadro è quello della nuova “Europa 2020” per la crescita intelligente e sostenibile.

Il Commissario Tajani ha affermato: “Nel 2010 l’industria automobilistica entra in una fase decisiva. La nuova strategia europea creerà un quadro favorevole basato su un duplice approccio: migliorare l’efficienza dei motori convenzionali e assicurare ai consumatori europei una mobilità a bassissime emissioni di carbonio. La strategia intende anche porre in atto standard comuni per le automobili elettriche di modo che esse possano essere ricaricate ovunque nell’UE.”

Gli Stati dell’UE, ma anche i concorrenti internazionali, stanno attualmente adottando importanti azioni a livello nazionale e regionale per promuovere la produzione di massa dei veicoli verdi e la loro penetrazione nel mercato. Parallelamente, nascono piani industriali per assicurare il dominio, sul mercato di massa, dei veicoli convenzionali ad alta efficienza di carburante e una diffusione estensiva dei veicoli elettrici nel 2011. In questo quadro, gli obiettivi europei sono la lotta contro il cambiamento climatico, la riduzione della dipendenza dell’Europa dal petrolio e la rivitalizzazione del tessuto industriale europeo.

La strategia prende le mosse dal ruolo guida dell’Europa in materia di contenimento del cambiamento climatico e pone le basi per la leadership dell’Europa nel campo dei trasporti puliti. Non vengono espresse scelte tecnologiche, ma si riconosce però che finora il quadro europeo è stato carente per quanto concerne la mobilità elettrica. Ma ora i veicoli elettrici, ibridi compresi, sono considerati maturi per il mercato di massa e diversi Stati membri, in particolare Francia, Spagna, Germania, Portogallo e Danimarca, promuovono la mobilità elettrica.

Si deve assicurare che i veicoli a propulsione alternativa siano almeno altrettanto sicuri di quelli convenzionali, e introdurre norme comuni per la ricarica dei veicoli elettrici ovunque nell’UE. I punti di ricarica devono essere pubblicamente accessibili, e anche le regole sul riciclaggio delle batterie devono essere comuni.

La previsione comunitaria per il settore è che di qui al 2020 i veicoli convenzionali rimarranno prevedibilmente lo strumento dominante della mobilità, ma parallelamente si assisterà a una rapida espansione dei veicoli elettrici. Entro il 2020 il parco automobilistico globale dovrebbe passare da 800 milioni a 1,6 miliardi di veicoli (saranno soprattutto i cinesi a volere la macchina) per arrivare poi entro il 2050 a 2,5 miliardi di veicoli. Il tutto accompagnato da una carenza crescente di risorse energetiche i cui costi sono destinati ad aumentare. Queste tendenze devono essere affrontate con un cambiamento radicale nella tecnologia per assicurare la sostenibilità della mobilità nel lungo termine. I gruppi propulsori elettrici a emissioni di carbonio estremamente basse e le pile a combustibile alimentate a idrogeno sono le opzioni più promettenti al riguardo.

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