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2011: nel bilancio dell’UE 142 miliardi di euro per superare la crisi

12 Maggio 2010

europa_carina_e_stellinePromuovere la ripresa economica, investire nei giovani d’Europa e nelle infrastrutture di domani: queste sono le priorità del progetto di bilancio 2011 per l’UE, appena adottato dalla Commissione europea. Su un totale di 142,6 miliardi di euro, circa 64,4 miliardi sono destinati ad azioni mirate alla ripresa economica, con un aumento del 3,4% rispetto all’anno in corso. Inoltre, le risorse stanziate a favore delle iniziative faro della strategia UE 2020 per la crescita rappresentano circa 58 miliardi.

Janusz Lewandowski, Commissario UE responsabile della programmazione finanziaria e del bilancio ha dichiarato: “Il progetto di bilancio adottato oggi incentiva l’Europa e i suoi cittadini a sviluppare l’economia del futuro, fondata su ricerca e innovazione, sostenibilità e inclusione. I principali destinatari sono i giovani, che devono avere i mezzi per prepararsi meglio al futuro, e le piccole e medie imprese che hanno a disposizione i finanziamenti dell’UE per uscire dalla crisi.”

I Fondi strutturali e il Fondo di coesione sono attualmente nella fase di attuazione attiva sul terreno tramite le amministrazioni regionali. Gli stanziamenti a favore di nuovi progetti aumentano del 3,2%, e i pagamenti per i progetti in corso aumentano addirittura del 16,9% e ammontano a circa 43 miliardi. Sta entrando nel vivo anche l’esecuzione del piano europeo di ripresa economica, che dispone di oltre 1 miliardo di euro per finanziare l’attuazione sul terreno dei progetti energetici tra 2009 e 2010 nel settore della cattura e dello stoccaggio del carbonio, dell’energia eolica in mare e delle infrastrutture energetiche. Altri 500 milioni andranno a finanziare i progetti per la banda larga nelle zone rurali.

Se i finanziamenti per le spese legate al mercato e gli aiuti diretti nel quadro della Politica agricola comune (PAC) e per lo sviluppo rurale rimangono stabili, i finanziamenti per la protezione dell’ambiente attraverso il programma Life+ registrano un aumento dell’8,7%, arrivando a 333 milioni.

Il bilancio 2011 aumenta anche gli investimenti per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione, le infrastrutture e il capitale umano. Il settimo Programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico verrà rafforzato del 13,8%, raggiungendo 8,6 miliardi di euro: l’UE non aveva mai investito tanto in questo settore. Tuttavia, la ricerca e la sviluppo non bastano di per sé a spingere la ripresa economica: le reti transeuropee dei trasporti e dell’energia aumenteranno del 16,8% (1,3 miliardi) mentre le risorse destinate a competitività e innovazione (549 milioni) aumenteranno del 4,4% rispetto al 2010.

“Oltre il 20% dei giovani d’Europa è disoccupato”, ha dichiarato Lewandowski. “È una situazione chiaramente insostenibile. Il bilancio dell’UE deve aiutare i giovani a preparare meglio la loro carriera professionale, che sia mediante la formazione oppure gli scambi”. Il programma per l’apprendimento permanente sarà rafforzato del 2,6% e disporrà di 1 miliardo e cento milioni, il che permetterà di mettere a disposizione degli studenti oltre 200 000 borse di studio Erasmus. Altri 120.000 giovani riceveranno un sostegno finanziario attraverso il programma Gioventù in azione, che stanzia 127 milioni di euro per favorire l’assunzione dei giovani attraverso attività di apprendimento non formale.

Nel settore della libertà, sicurezza e giustizia, che comprende ad esempio le iniziative comuni sull’immigrazione, i finanziamenti aumentano del 12,8%: si tratta dell’aumento più cospicuo tra le rubriche del progetto di bilancio 2011.  I consistenti contributi nel settore della sicurezza e della tutela delle libertà (+24,4%) e della gestione dei flussi migratori (+18,5%) rispecchiano l’importanza annessa all’attuazione del recente piano d’azione dell’UE in materia di cittadinanza, giustizia, sicurezza, asilo e immigrazione per i prossimi cinque anni.

Si rafforza anche l’impegno dell’UE sul fronte esterno. Le proposte principali riguardano i paesi più poveri: 65 milioni per gli obiettivi di sviluppo fissati dalle Nazioni Unite nello scorso autunno, e altrettanti per aiutare questi paesi a lottare contro i cambiamenti climatici. Infine le spese amministrative per tutte le istituzioni dell’UE ammonteranno a 8,3 miliardi di EUR, pari al 5,8% del bilancio, senza aumentare il numero di effettivi. I nuovi compiti saranno assolti dal personale interno. La proposta della Commissione passa ora all’esame del Consiglio dei ministri e al Parlamento europeo.

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