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Semafori T-Red truccati: indagata la produttrice brianzola e sindaci e pubblici ufficiali di decine di comuni

27 Aprile 2010

semaforiI semafori “prendi multa” T-Red sono stati ufficialmente decretati una truffa e la chiusura indagini della Procura di Milano ha visto l’iscrizione di 38 persone, tra cui vigili e sindaci, nel registro degli indagati per associazione a delinquere e turbata libertà per irregolarità nell’assegnazione degli appalti.

In seguito ad un esposto dei cittadini di Segrate, presentato nel 2006, dove molto automobilisti hanno pagato fior di multe per essere involontariamente passati con il rosso, la Procura ha aperto un fascicolo per indagare sull’effettivo funzionamento del dispositivo T-Red.

Dai controlli effettuati, gli investigatori si sono resi conto che i semafori, dislocati in alcuni comuni attorno Milano e nel nord Italia in genere, erano stati tarati in modo da far scattare la luce rossa pochissimi attimi dopo quella gialla, trasformando centinaia di automobilisti in violatori del codice della strada e registrandone la targa dell’auto.

Il primo Comune a venire controllato è stato proprio Segrate, dove il funzionamento dei semafori era stato volutamente disposto per fare “cassa”. Il Sindaco Adriano Alessandrini quindi, figura tra i primi indagati per abuso d’ufficio, in concorso con il comandante dei Vigili ed il suo Vice, secondo quanto sostenuto dal Pm milanese Alfredo Robledo.

Nel mirino della giustizia è finita anche la Ci.ti.esse, l’azienda brianzola amministrata da Raul Cairoli, che si occupava della commercializzazione esclusiva dei T-Red. Cairoli e tre altri dirigenti, insieme a compiacenti pubblici ufficiali e funzionari pubblici, sarebbero inoltre indaganti per aver pilotato l’appalto di cui sono risultati unici vincitori.

La Guardia di Finanza di Milano, durante le indagini, ha sequestrato ben 68 apparecchiature, tra semafori T-Red e autovelox mentre ancora proseguono le indagini sulla presunta corruzione di alcuni ufficiali pubblici, che potrebbero aver assegnato i contratti ai rivenditori T-Red, in cambio di soldi, orologi e cellulari.

 

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